Trenta intellettuali per riformare la cultura a Milano



Il Majakovskij della cultura milanese arruola una truppa di liberazione. Niente armi, ma solo idee per "liberare la cultura da anacronistici vincoli di natura ideologica e burocratica". Così Finasser Flory ha tenuto fede alla sua promessa di creare un comitato di saggi. Una lunga lista di 30 intellettuali milanesi. Mancano solo due nomi, gli altri sono filosofi (Salvatore Veca, Giulio Giorello e Duccio Demetrio), sociologi (Roberto Lavarini), urbanisti (Stefano Moroni e Marco Romano), poeti (Franco Loi), giornalisti (Andrea Bosco), notai (Enrico Bellezza), commercialisti (Silvio Ceci), rappresentanti del mondo delle imprese (Paolo Galassi, presidente dell'Api), dell'economia (Mario Boselli, presidente della Camera della moda) e della cultura (il presidente del Tribunale, Livia Pomodoro).

La "Commissione Attali per la liberazione della cultura" milanese lavorerà ad un libro bianco per le riforme che scriverà al termine di una triplice sessione di incontri a Chiaravalle. Anche Roma ha avviato un'iniziativa simile, la Commissione Marzano. Sono 49 i membri che compongono la commissione per il futuro di Roma Capitale che vi partecipano a titolo gratuito. Nella capitale però i saggi sono chiamati a pronunciarsi anche su questioni diverse come Spettacolo, arte e società civile.

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