Abbado: ricatto ecologista. E la Moratti rilancia un'azione partecipata



In un'intervista di ieri sul Corriere Abbado, di stanza a Berlino, parla a ruota libera della sua carriera, di quando a Milano si faceva cultura e l'attuale metropoli "certo non un luogo dove si sostiene la cultura. E neanche il resto, date le condizioni di degrado ambientale in cui versa. Peccato, meriterebbe ben di più". Nell'ultima domanda l'intervistatrice Giuseppina Manin gli rivolge un'ultima fatidica domanda: se ritornerebbe e a quali condizioni. Lui come conditio sine qua non chiede un cachet "in natura": Novantamila alberi da piantare in città.

E oggi arriva la risposta del primo cittadino: "Aspetto il Maestro Abbado a Milano. Pianteremo alberi insieme". E naturalmente rilancia l'impegno a realizzare per l'Expo i grandi polmoni naturali, la famosa metroarea. Non paga cita l'esempio di New York dove la cura del verde è spesso affidata ai cittadini. Milano potrebbe seguirne l'esempio organizzandosi in comitati ai quali potrebbero partecipare bambini e anziani, insieme per migliorare la città. Una progettazione partecipata in funzione di uno sviluppo sostenibile. Se vi interessa l'argomento potete trovare qualche info anche qui.

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