Stranieri a scuola a Milano: c'è segregazione?

I residenti stranieri sono sempre di più nella nostra città, specie tra le nuove generazioni e nelle scuole. Questo fenomeno si sta traducendo in un integrazione con gli italiani o - al contrario - in forme di segregazione e ghettizzazione? A queste domande ha cercato di rispondere il seminario svoltosi ieri alla Facoltà di Sociologia dell'Università Bicocca, che 02blog ha seguito per voi.

A Milano, secondo i ricercatori della Bicocca, non c'è segregazione abitativa degli stranieri, che sono sparsi in maniera abbastanza uniforme in tutta la città: tuttavia esistono casi di forte concentrazione scolastica, specie in alcuni istituti, e questo è dovuto principalmente al fatto che gli stranieri sono in media molto più giovani e prolifici degli italiani.

In generale, come hanno fatto notare Barbara Borlini e Francesco Memo, la percentuale di alunni stranieri in città è cresciuta tra il 2000 e il 2005 dal 6 a circa il 17%, ed è in continuo aumento. Questo ha reso Milano la città con in assoluto più alunni con cittadinanza estera in Italia (50.000 nella provincia, di cui metà nel capoluogo).

Nella maggior parte delle scuole elementari l'incidenza degli stranieri si mantiene sotto il 20%, ma in 14 di esse supera addirittura il 40%: emblematico il caso estremo della scuola primaria di via Paravia in cui ben l'88% degli studenti non ha cittadinanza italiana, o ancora quello della Scuola Media San Gregorio, che si ferma "solo" al 63%.

Sono casi rari, che tendono a determinarsi come risultato di una serie di scelte: quelle dei genitori italiani, che tendono a evitare le scuole con troppi stranieri; quelle delle scuole, alcune delle quali tendono a scoraggiare le iscrizioni di questi ultimi, mentre altre le accettano di buon grado (magari per compensare una precedente perdita di utenza).

In ogni caso, risulta una forte variabilità micro-territoriale, tra scuola a scuola, magari distanti anche solo poche centinaia di metri, più che una vera propria "ghettizzazione" in un quartiere preciso della città, come avviene invece in altre grandi città europee o americane.

Per cercare di affrontare il fenomeno il Comune di Milano ha deciso recentemente - come riferisce Francesca Zajczyk - di creare una rete tra le scuole (circa 34) in cui più alta è la concentrazione . Un progetto da plaudire, secondo la consigliera comunale del PD, che cercherà tra le altre cose di attuare una moral suasion sui genitori dei ragazzi appena arrivati dall'estero, per convincerli ad iscriverli in istituti con una concentrazione più bassa di non italiani.

Foto: @LupinThe3rd, Flickr

  • shares
  • Mail