Eluana a Udine per l'ultimo viaggio, nonostante Formigoni

Eluana Englaro è stata trasferita nella notte a Udine, secondo la richiesta del padre Beppino, nella casa di riposo "La Quiete", che ha offerto alla famiglia la possibilità di far valere la sentenza del tribunale, confermata in appello, in Cassazione e dalla Corte europea di giustizia.

Nonostante l'intervento del ministro Sacconi, che riuscì a bloccare in extremis il traferimento in un'altra clinica friulana, e l'opposizione del presidente della Lombardia Roberto Formigoni, sconfessato anche dal Tar, Eluana può finalmente liberarsi da queo tubi e quelle macchine che contro la sua volontà la tengono legata a una non vita, che lei stessa (così hanno appurato i giudici) non desiderava.

Anche in quest'ultimo momento - in cui sarebbe opportuno da parte di tutti mantenere un rispettoso silenzio - esponenti di associazioni cattoliche, come il Movimento per la vita, e persino l'assessore regionale alla Famiglia Boscagli si sono presentati a Lecco, fuori alla struttura dove Eluana è stata assistita in quetsi anni, per lucrare un altro po' di visibilità. E il vescovo di Udine ha lanciato l'ennesimo sterile appello.

Queste persone non riescono a concepire che qualcuno (in questo caso Eluana, attraverso il padre) possa decidere autonomamente sulle cure che gli vengono praticate. Di questo si parla nel "caso Englaro" e di nient'altro.

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