Massimiliano Fuksas, sull'Expo 2015, avanti tutta

Anche Massimiliano Fuksas entra nella querelle sull'Expo 2015, di cui vi avevamo accennato ieri: il calcio d'inizio l'aveva dato Gregotti, spiegando che, insomma, anche mollare il colpo non sarebbe una vergogna, visto che siamo in epoca di crisi finanziaria interstellare.

Ma Fuksas non ci sta. E dalle pagine di Repubblica, spiega che
Non è una montagna di difficoltà così alta da suggerire più umiltà e sobrietà anche per l’evento del 2015?

«Le ripeto, io sono contrario a chi di fonte alla crisi e alle difficoltà dice: meglio spendere meno, essere frugali, licenziare i dipendenti, diventare sobri come monaci. Non è quello che ci vuole, se si ha un po’ di realismo. Di fronte alla perdita di posti di lavoro, invece, è etico usare tutti gli strumenti per dare un briciolo di impulso alle cose, al di là delle discussioni filologiche»

Qui sopra un video in cui il nostro ci spiega la formula magica per la Milano dell'esposizione:"Vogliamo una Milano che sorprenda...oggi c'è un'aiuola. Domani? C'è un muro! Il cemento? Paradigma di mondanità ed eleganza". E qui tutto torna! E' alla corrente del sorpresismo cui Fuffas fa riferimento! Ve lo ricordate? Dopo il salto...

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