Casa Morigi: la prossima casa uccupata nella black list del comune



Dopo via Dei Transiti tocca a Casa Morigi, storico avamposto di occupazione in un palazzo nobiliare recuperato grazie agli occupanti. Facciamo due passi indietro. Nel decennio ’70 -‘80 in Europa si era diffusa la prassi dell’autocostruzione, cioè l’appropriamento di edifici pubblici deteriorati da parte dei cittadini. Casa Morigi è stata ed è tutt’ora una delle poche realtà italiane in linea con quella tendenza. Un realtà complessa dove si narra abbia avuto origine il movimento gay italiano.

Nel 1976 venne abitata per la prima volta sull’onda delle occupazioni europee. Gli inquilini-occupanti rimisero a posto il tetto, il riscaldamento, attuarono opere di consolidamento e risanamento cosicché da renderla accessibile ad altre famiglie. Gli attuali inquilini allestiscono mostre, spettacoli teatrali, ragionano sul diritto alla casa e sulla qualità dell’abitare, fanno associazionismo. Nell'intervista di Affari Italiani a Roberta Liopi, storica inquilina giunta a Morigi con i genitori, c'è la storia intera, una storia di battaglie per la regolarizzazione che non è mai arrivata a compimento. Ora l'amministrazione Moratti ha deciso di vendere 75 stabili per rimpinguare le casse comunali.

Sono troppi gli interessi che circondano una dimora che si potrebbe tranquillamente vendere a 15 mila euro a metro quadro

Attualmente è in corso la cessione dell'intero edificio ad un Fondo di gestione immobiliare gestito da BNL che rivenderà lo stabile.

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