Un'intervista per capire l'archivio di Primo Moroni e riflettere sullo stato della cultura milanese



Dell'Archivio Moroni ne abbiamo parlato in maniera esaustiva. Dalle inchieste operaie alle riviste degli anni '80, dal post-fordismo fino alla diffusione delle controculture: questo in spicci il contenuto dell'enorme archivio che Moroni ha voluto nella libreria Calusca all'interno del Cox 18. Su Undo leggo una bella intervista di Antonella Miggiano a Tiziana Villani, direttrice di Millepiani, rivista di Ecosofia, Estetica e Politica, nata all'interno del centro, nonché amica storica di Primo.

Tra i tanti stralci interessanti della lunga intervista questo mi sembra particolarmente degno di nota:

L’arrivo dell’Expo. Questo fatto ridefinisce l’assetto urbano della città trasformandola in una sorta di grande ipermercato con delle aree tematiche, spogliandola di una caratteristica che ha sempre avuto, quella di essere stata la città delle avanguardie, che ha sperimentato artisticamente e culturalmente tutte le tendenze di ricerca europee. Nel caso specifico di Conchetta e della Libreria Calusca ha agito la figura di Primo Moroni, che è stato davvero uno sciamano, un intellettuale raffinatissimo, che ha saputo mettere insieme percorsi differenti che hanno dato vita a esperienze diverse: dalla grande storia delle inchieste operaie, alle riviste degli anni ’80 e avanti sul filone della ricerca del post fordismo, fino alla nascita e alla diffusione delle controculture. In questo momento non riuscirei più a distinguere tra una cultura e una controcultura, semplicemente in questo Paese c’è stato il collasso della cultura, a favore del decoro e delle forme di comunicazione con tutte le loro strategie e i loro strumenti

Tantissimi intellettuali, da Alfredo Jaar - che lo scorso 25 gennaio ha concluso la sua mostra all'Hangar Bicocca - a Gabriele Salvatores hanno manifestando il proprio sostegno a favore della famiglia di Primo Moroni e alla necessità di mantenere vivo l'archivio. Sul fronte istituzionale ancora calma apparente, dopo che l'Assessore Flory ha aperto alla famiglia Moroni per trovare una via d'uscita alla questione.

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