Osterie, la mappa milanese. Prima parte



In tempi nei quali il minimal la fa da padrone e l’opulenza è spesso il metro con il quale si parla di nuovi ristoranti, accennare alle osterie e trattorie può essere considerato pura dietrologia. Un rischio che ci sentiamo di affrontare per portare alla luce delle piccole oasi di rituali e suggestioni che resistono alle mode passeggere. Un tempo “bettole”, ora baluardi della difesa della tradizione meneghina. Non sono poche fortunatamente le trattorie che mantengono una politica di prezzi onesti e alla portata di numerose tasche (considerando un conto che varia tra i 20 e 30 euro), rimanendo fedeli alle origini di luoghi di ritrovo dove il vino era venduto sfuso.

Una di queste, la più antica, la cui nascita secondo alcuni sarebbe interno alla fine del Seicento, è l’osteria dell’Ortica, Il Gatto Nero (via Ortica 15. Tel: 02.7388450). In tempi più recenti è stata cantata da poeti e cantastorie, non ultima la banda dell’Ortica, che lo stesso Jannacci ha contribuito a rendere popolare. Entrando sembra di fare un passo indietro nel tempo, suggestione amplificata dal grosso camino che d’inverno è sempre acceso. Il menù naturalmente è il tipico del milanese e l’atmosfera spartana invita a lasciare a casa toni formali e buone maniere; il Gatto è la tipica osteria dove “se parla, se canta e se baldoria in milanes”. Un’altra antica trattoria è l’Ambrosiana (via Paolucci Calcoli, 30. Tel: 02.6425176) nel cuore del quartiere Niguarda. L’osteria fa parte integrante di una vecchia costruzione di ringhiera con ampio cortile interno la cui data di fondazione risale al 1896. Frequentatissimo durante tutte le ore di apertura, anche solo per parlare di sport con un calice di Oltrepò in mano. In cucina si possono gustare ottimi risotti, pasta fatta in casa e piatti stagionali. Venerdì e sabato si stona e si stornella in “lengua meneghina”. Domani la seconda parte.

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