Ingenere: si approfondiscono le tribù musicali urbane con gli esperti del settore



Negli anni '90 le tribù confluivano tutte alla Fiera di Senigallia. Chi per trovare "lo strumento" giusto dal Rosso, o chi soltanto per bersi una birra acquistata con "la moneta" al Mercato Comunale o per farsi un giro. Erano tutte lì le tribù, da ammirare o da disgustare, a seconda dei punti di vista. Una piccola oasi dove varie tipologie di giovani urbani convivevano per un pomeriggio, nella stessa Darsena che oggi è devastata da interminabili lavori. Le tribù si dividevano tra punk, abbestia, frikkettoni, mod, metallari, skinhead, dark, zarri e ravers. Oggi i metallari sono quasi scomparsi, i dark sono diventati gothic e sono comparsi gli Emo. Si cambia dicitura, si cambiano accessori, ma rimane l'inquietudine di fondo e il senso di appartenenza al gruppo, quasi una famiglia.

Mercoledì un pool di esperti traccerà le tribù musicali urbane in un ciclo di incontri ospitato dall'Informagiovani. Dalle 18.30 ci saranno Franco Mussida, storico chitarrista della Pfm e fondatore del CPM e Matteo Guarnaccia, artista e saggista, nonché esperto di “sottoculture” (autore, tra l’altro, di “Underground Italiana” e “Hippies” - Malatempora). L'obiettivo è quello di inquadrare e delineare il rapporto genere musicale-tribù di appartenenza, a partire dagli anni Settanta in poi, dai “capelloni” e i mod fino ai punk e ai paninari. tra gli ospiti anche Paolo Madeddu, giornalista di Rolling Stone, con il quale si cercherà di evidenziare le ultime linee di tendenza: generi, musiche e tribù del secolo XXI.

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