I luoghi abbandonati di Milano: le Scuderie De Montel

Gioiello del liberty milanese, vennero create nel 1920. Ma con l'avvento del fascismo il suo proprietario, di origine ebraica, dovette vendere tutto. E iniziò un lento declino.

I faraonici progetti per recuperare le Scuderie de Montel sono fermi al palo da 7 anni. L'unica cosa che è cambiata è che la recinzione che circonda questo angolo liberty di Milano è stata rafforzata e così l'abbandono a cui le scuderie sono relegate è stato nascosto alla vista.

È dal 2006 che si parla di come recuperare questa struttura, ma dei "bagni curativi e rilassanti, massaggi, fanghi, trattamenti estetici e terapeutici. Ristorante con bar all'aperto, un gazebo per ospitare concerti e incontri nel giardino. Ancora piscine per l'idroterapia, stanze per la talassoterapia e la grotta vapori. Il tutto targato San Siro terme di Milano" (Il Giornale, 30 settembre 2012), di tutto questo non si vede nemmeno l'ombra. D'altra parte se già nel 2009 non si sapeva dove trovare i 50 milioni necessari per i lavori, quattro anni di crisi dopo non si può che immaginare che il problema non sia stato risolto.

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Ed è davvero un peccato, visto che questa struttura simbolo dell'ippica di San Siro meriterebbe un destino ben diverso. Le scuderie nascono nel nel 1920 per volere del nobile Giuseppe De Montel. La loro creazione viene affidata agli architetti Arrigo Cantoni e Paul Vietti Violi, gli autori anche dell’Ippodromo del Galoppo. In quel periodo (ma ancora per pochi anni), lo Stadio Meazza che sovrasta la zona ancora non c'è e tutta la zona di San Siro era una distesa verde in cui i protagonisti erano i cavalli da corsa, esattamente come in Francia e in Inghilterra.

Ma solo due anni dopo la nascita delle Scuderie il fascismo prende il potere, e quando arrivano anche le leggi razziali De Montel, di origine ebraica, è costretto a vendere tutti i cavalli e dismettere la fanteria, che viene affidata alle Pie Opere Missionarie. È da questo esatto momento che comincia il declino di un tesoro della Milano che voleva essere al pari di Newmarket, la capitale delle corse di galoppo, un'ora e mezza a nord-est di Londra.

Per De Montel, oltre al danno, c'è anche la beffa. Il suo rivale storico Federico Tesio ebbe un destino molto diverso: fu fatto senatore del regno e i suoi cavalli diventarono celebrità nazionali dai nomi altisonanti e fascistoidi come Nearco, Cavaliere D'Arpino e Ribot (considerato il cavallo più forte di tutti i tempi, nato in Inghilterra, a Newmarket, nel 1952).

I luoghi abbandonati di Milano | Scuderie De Montel
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