L'alleanza tra le università milanesi: "Meno burocrazia, più eccellenza"

L'unione fa la forza. Le 3 università milanesi più prestigiose - Statale, Politecnico e Bocconi - si alleano per un patto ambizioso: una lettera in dieci punti, per chiedere di essere messi in grado di competere con le altre università del mondo.


Un'università più efficiente è anche un'università dove si studia più volentieri, dove viene premiato il merito e bandito il baronato, un'università che attrae studenti perchè al suo interno ci sono i migliori docenti, anche stranieri, quest'ultimi attratti da agevolazioni ed efficienza. Un circolo virtuoso che produce ricerca e sviluppo, anche sociale. A Milano ci sono alcuni degli atenei più prestigiosi d'Italia, ma molto si può fare per migliorare.

E' ciò che hanno convenuto i rettori dei tre atenei (Andrea Sironi della Bocconi, Gianluca Vago della Statale e Giovanni Azzone del Politecnico), che si sono ritrovati al museo della Scienza e della Tecnologia per un dibattito intitolato "Il sapere di Milano nel mondo: l'internazionalizzazione delle Università milanesi". Un incontro che è servito per gettare le basi per una nuova strategia comune che miri a rilanciare il sistema universitario al nord e, di riflesso, nel resto d'Italia. Tutti insieme per allentare i vincoli burocratici, la valorizzazione del merito, l'attrazione dei talenti (sia docenti che studenti) dai paesi esteri.

Tutti d'accordo nelle cosa da fare. Per prima cosa c'è da snellire è la burocrazia , bestia nera che impedisce una mobilità costante di studenti e docenti stranieri, "un sistema troppo rigido che fa perdere tempo nelle decisioni". Poi il merito. In questo senso la Statale già si è messa, con la volontà futura di distribuire i finanziamenti in base alla produttività dei dipartimenti.

Il terzo pilastro su cui si regge la strategia comune dei tre atenei è l'attrattività. Ovvero proposte di agevolazioni e servizi per studenti e docenti internazionali, allargati anche alle loro famiglie: borse di dottorato, strutture, ma anche programmi di inserimento alla vita sociale, come accade all'estero dove molte università per attrarre un docente di alto livello, procurano offerte di lavoro anche al coniuge.

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