Muore a 86 anni dentro un cinema. Fatale fu quel film



La giornata era iniziata come tutte. Sveglia alle 7, spesa al mercato comunale, qualche commissione, due chiacchiere con gli amici al bar. E poi la tentazione di quel film visto sul cartellone fuori dal cinema hard, per dare un po' di pepe ad una giornata come tante altre. Mai si sarebbe immaginato che la sua vita si spegnesse proprio la dentro, dove ci si vergognerebbe di essere visti entrare, figuriamoci morire. Da questo momento in poi il nostro ottantaseienne nella memoria di amici, conoscenti e parenti sarà "quello che è morto dentro un cinema porno".

Beffardo il destino, che ci fa apparire nudi con le nostre debolezze. Lì dove l'ottantaseienne è entrato e ha respirato l'ultimo alito di vita, dentro l'"Ambra Movie Hard", quel cinema così anonimo, eppure specchio di una Milano in continua trasformazione, specchio di una storia tutta italiana. E' l'antesignano del "Cinema Padova", situato nell’omonima via al n. 94, dove era stato girato "La rimpatriata" di Damiano Damiani del 1963, Walter Chiari era il gestore (o meglio “il vicedirettore”) del locale. Un passato glorioso di una sala di terza visione dove erano stati proiettati Ben Hur nel 1962, Splendore nell’erba, Divorzio all’italiana, etc, etc.

Poi la sala chiude nel 1964. Dopo un lungo periodo di chiusura, nel1974 il locale rinnovato riapre con il nome di cinema Ambra (700 posti). Nel 82 l’edificio del cinema Ambra viene abbattuto per far posto a un nuovo condominio. Negli anni novanta la sala riapre in una perpendicolare di viale Padova ovvero in via Clitumno, al n. 22. Proietta solo film hard per anziani e immigrati. Il gestore, interpellato al telefono, preferisce non parlare, non sa nulla del passato del cinema, sa solo che la realtà è ben diversa da un passato che non torna più indietro.

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