I lefevbriani contro il cardinal Martini: "è contro la chiesa"

È passato poco più di un mese dalla revoca della scomunica che pesava sulle loro teste (scomunica inflitta da Papa Giovanni Paolo II), ma i seguaci del defunto monsignor Lefevbre non perdono tempo e, dopo lo scandalo della negazione della Shoah, partono all'attacco di uno dei più autorevoli esponenti della chiesa cattolica, il cardinale Carlo Maria Martini, per molto tempo arcivescovo di Milano.

Sul sito dei lefevbriani è comparso un durissimo editoriale dell'abate Lorans che accusa Martini di voler trasformare la chiesa e stravolgere le sue regole e lo accomuna al teologo Hans Kung.

«Martini è un sovversivo che ha avuto successo nella gerarchia ecclesiastica e, come Kung, è un ottuagenario contrario alla Chiesa che ha promesse d’eternità».

Dal Vaticano è arrivata subito una risposta in difesa del cardinale gesuita, ma gli scismatici insistono che Martini vuole introdurre novità pericolose, che ha un vasto seguito e che mina le basi della fede. In particolare i tradizionalisti contestano le proposte in tema di morale:

«l’ordinazione di uomini sposati, l’accesso delle donne agli ordini che precedono il sacerdozio (in attesa di meglio!), l’accesso dei divorziati risposati all’eucarestia, l’appello ai diritti della coscienza individuale contro la disciplina dell’enciclica Humanae vitae».

Certo, l'accusa arriva da una fraternità che ancora non riconosce il Concilio Vaticano II, ultimo concilio ecumenico della chiesa cattolica.

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