Torrefazione Colombia in Corso San Gottardo: il caffè a settanta centesimi

Torrefazione Colombia di Corso San Gottardo

Della Torrefazione Colombia, in Corso San Gottardo avevamo scritto in passato, in occasione dell'happy hour per anziani, vi ricordate? Bè, ci sono ricapitato per caso sabato pomeriggio e ho fatto quattro chiacchiere con Tommaso Colucci, gestore del bar, che oltre al caffè a settanta centesimi, qualche storia da raccontare ce l'ha.

Buona lettura, tutto dopo il salto.

Torrefazione Colombia di Corso San Gottardo
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Torrefazione Colombia di Corso San Gottardo
Torrefazione Colombia di Corso San Gottardo

Da quanti anni gestisci la Torrefazione Colombia?

Sono qui da quindici anni

Prima che cosa facevi?
Prima facevo sempre questo lavoro, sempre in un bar, ma dietro l'ortomercato, ho girato un pò. Il mio primo locale è stato in Ludovico il Moro, poi ho ceduto là, sono stato un pò, un annetto in centro, poi ho preso il bar dietro l'ortomercato e sono stato nove anni lì...e poi sono arrivato qui.

E cambierai ancora?
Qui voglio arrivare alla pensione (ride)

Raccontaci della collezione di macinini
Tutta roba mia, sono partito nel 2001. Saranno in tutto 160...l'idea mi è venuta da una casualità, io ho una casa in campagna in provincia di Brindisi, sono di Ceglie Messapico. In questa casa campagna dove andiamo in vacanza mia suocera aveva trovato un macinino... e lì ho iniziato

Quanti siete a lavorare qui?
Fissi siamo in quattro

I tuoi orari?
Mi sveglio alle 4 e mezzo. Si apre alle sette perchè devo cuocere le brioche, noi diamo solo roba fatta da noi. Anche il pane, siamo aperti tutte la settimana e la domenica una si e una no...e domani è chiuso

Si dorme un pò dai...tu non sei stanco di questa vita?
Devo dirti la verità, io sono partito con l'idea di fare questo lavoro, e sono partito facendo il cuoco, in cucina, anzi, prima il lavapiatti, poi il cuoco, e poi m'è successa una cosa strana: nel periodo del militare non sopportavo più gli odori della cucina...ho fatto la mia gavetta, ho lavorato in un posto che negli anni ottanta era molto in, qui a Milano, un American Bar

Tu sei qui da anni hai visto passare generazioni di milanesi...la gente di cosa parla e di cosa parlava dieci anni fa?
Milanesi non tanti! Una volta si parlava di calcio, donne, di politica poco o niente da una decina di anni è cambiato tutto, le compagnie non ci sono più, la gente è tutta nervosa, elettrica, incazzata e soprattutto vorrebbe e non può

Una volta si poteva di più...

.La crisi la sentite?

Si, soprattutto a mezzogiorno, la gente magari prende un croissant invece di un panino, e la cosa è strana

Quand'è che è iniziata?
Già dall'euro in poi...

Sono scomparse le compagnie mi dicevi...
Si, perchè purtroppo, una volta si usava fare la compagnia al bar, si parlava di calcio, di donne, e si faceva il giro della bevuta: una volta pagava uno, poi l'altro, ora se fai un giro, se lo devi fare in quattro, costa, è già un altro prezzo...

Ho visto che qui il caffè costa settanta centesimi, bene, ma come fai?
Io lo faccio pagare al banco 70, in abbonamento 65. Spiego: io sono un amico del torrefattore della nostra miscela, lui non serve molti bar, e nell'amicizia mi ha lasciato ancora il prezzo da epoca pre-euro e non ci sono rappresentanti, quindi il prezzo è più basso...

Vorresti che le tue figlie facessero il tuo lavoro?
Si, se devo essere sincero, è un lavoro pulito, senza fatica fisica

Senza fatica fisica?
Si, non è che sollevi pesi enormi, ci sono le tazzine

Io avrei detto che fosse molto stancante gestire un bar
Si, stai in piedi, ma come fisico, come pesi che sollevi...il vassoio...le tazzine, i bicchieri

Non è come andare in fonderia dici: quindi per le tue figlie...
Io mi auguro che vadano avanti, ma non credo andrà così

Le situazioni assurde che ti sono capitate, il matto che ti entra nel bar...racconta
Ogni posto ha avuto qualcuno, nell'American Bar c'era un clochard che entrava dentro una volta-due a settimana, si buttava a terra e voleva un caffè...

Tu glielo davi?
Si si, invece nell'altro che avevo dietro l'ortomercato c'era un extracomunitario che stava davanti al nostro negozio e vendeva della roba lì, e quando era disperato veniva dentro e faceva finta di raccontare una barzelletta...prendeva qualcosa...e poi non aveva mica niente da pagare...qui invece c'è una signora, un pò trasandata che se l'è presa con me, dice che io sono Giuda, il mio barista è suo padre, l'altro è suo figlio...un pò pazza...

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