I lavori allo stadio di San Siro per conquistare la Champions League

La finale del 2016 a Milano è a portata di mano. Ma prima bisogna portare a termine i lavori per rendere il Meazza ecosostenibile e un po' più chic.

Visto come butta in generale per le squadre italiane di calcio, è difficile che entro breve Inter o Milan possano alzare nuovamente la Champions League. Come contentino, è invece sempre più probabile che Milano si aggiudichi la finale del 2016, che salvo sorprese sarà ospitata allo stadio di San Siro. E però, se si vuole mettere in cassaforte il grande evento, ci sono un po' di lavori che devono partire, per rendere il Meazza ecosostenibile, più sicuro, più elegante e ricco di quelle strutture collaterali (musei, ristoranti) che ormai sono d'obbligo negli stadi di caratura internazionale.

Ma prima di tutto il resto, i lavori per rendere San Siro pronta per il grande evento saranno sotto il profilo della ecosostenibilità: la pioggia raccolta sulla copertura sarà dirottata per riempire due vasche sotterranee da 650 metri quadri, in questo modo per l'irrigazione del campo e i bagni dell'impianto si potrà sfruttare l'acqua piovana, risparmiando circa il 60% di acqua potabile. Ci vorrà un anno per 1,3 milioni di euro, e si approfitterà della cosa per rinnovare i bagni ampliandoli.

Sono allo studio altri progetti sempre sul versante della sostenibilità ambientale: i due generatori che si trovano poco fuori dallo stadio e che forniscono il 40% dell'energia necessaria - ma che sono fondamentali in caso di black out - saranno sfruttati anche per creare il riscaldamento invernale e il raffreddamento estivo. Sfruttando l'energia che questi due motori comunque producono.

Si parla anche di fotovoltaico: l'idea è riuscire ad arrivare a produrre circa il 50% dell'energia grazie al sole; ma su questo settore specifico i lavori sono ancora molto indietro (anche perché non si possono piazzare pannelli sulla copertura dello stadio, che non è lineare). Forse si sfrutterà il parcheggio, al momento ostaggio dei lavori per la Metro 5.

Questo per quanto riguarda l'aspetto energetico. Ma i lavori in corso sono parecchi: si rifarà il primo anello, che diventerà meno capiente ma più accogliente; si metterà in sicurezza il secondo anello; cominceranno i lavori per il nuovo museo delle squadre (che dovrebbe diventare meno paludato e più coinvolgente) e rimane ancora in ballo la questione del Trotto: l'ippodromo potrebbe lo spazio destinato a ristoranti, parcheggi, negozi e forse un parco. Ma l'ambiziosa idea delle società deve ancora passare il vaglio del Comune.

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