Citylife Milano: il grattacielo di Zaha Hadid si farà

Il grattacielo storto verrà portato a termine. Ancora incerto il futuro di quello progettato da Libeskind.

Evidentemente le notizie che volevano Citylife in procinto di abbandonare due grattacieli su tre erano troppo pessimistiche (sicuro invece che il Museo d'arte contemporanea non si farà): salvo da tempo quello progettato da Arata Isozaki, appeso a un filo quello di Daniel Libeskind, la buona notizie è che il grattacielo di Zaha Hadid si farà.

Si tratta fra l'altro del grattacielo storto, quello che probabilmente più di ogni altra cosa ha caratterizzato la corsa di Milano verso l'Expo 2015: 44 piani di uffici per 170 metri di vetro e di cemento. L'ufficialità della notizia è arrivata quando il consiglio di amministrazione di Citylife ha sciolto la riserva e affidato l'appalto, vinto da una cooperativa di Carpi (Cmb) che ha presentato un'offerta da 100 milioni di euro. Manca solo la firma sul contratto, ma insomma è ormai tutto dato per certo.

E così, nonostante una quantità impressionante di ritardi accumulati, Citylife non ha ancora alzato bandiera bianca (anche se resta da vedere chi comprerà quegli appartamenti da 10mila euro al metro quadro), anche se i tempi si sono parecchio allungati: il tutto dovrebbe essere completato entro il 2023.

Non solo: dal cda Citylife - forse ringalluzziti dalle buone notizie - fanno sapere che anche il terzo grattacielo si farà: sarà l'ultimo a essere completato e vedrà la luce nel 2017, un anno dopo quello di Zaha Hadid. Tempi che vanno presi con le pinze, ma che dimostrano una certa perseveranza.

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