La crisi si fa sentire, negozi aperti anche ad agosto

Addio alla Milano deserta. I negozianti non chiudono per recuperare il fatturato.

Uno dei settori che, inevitabilmente, sembra risentire maggiormente della crisi è certamente il commercio. In città non si contano più le saracinesche che si abbassano per non riaprire più e l'incertezza nel mondo del lavoro impedisce di muovere i consumi. I negozianti, quindi, stanno cercando delle soluzioni che potrebbero fare da valvola di sfogo.

Nel caso della nostra città, una mossa che sembra sarà adottata da gran parte dei commercianti è quella di tenere aperti i negozi anche nel mese di agosto, periodo che una volta era caratterizzato dalla totale, quanto affascinante, desertificazione di Milano. Un periodo che, ormai da qualche anno, ha visto partire per le ferie sempre meno milanesi: di periferie chiuse per ferie se ne vedono ormai poche e la città sembra vivere ormai 12 mesi all'anno.

A comunicare quello che succederà a Milano tra qualche settimana è il report di Confcommercio che ha tenuto a precisare che il mese di giugno è stato davvero fallimentare per tutto il settore, con un saldo negativo tra negozi aperti e chiusi. In un anno i negozi "sotto casa" che hanno chiuso sono stati più di quelli nuovi: sono venuti a mancare ben 132 esercizi commerciali. Dunque, l'obiettivo primario è recuperare un po' di fatturato, almeno per quelli che ancora ce la fanno.
I commercianti lamentano in primis il blocco della sperimentazione dei pre-saldi, voluta da Formigoni e cancellata da Maroni. In più c'è da considerare il prossimo aumento dell'Iva dell'1% che certamente farà calare ulteriormente i consumi e gli introiti di conseguenza.

La speranza è che questa mossa abbia i suoi frutti, aiutata anche dall'imminente arrivo dei saldi estivi.

Foto - Flickr

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