Il Piano della mobilità di Milano: lotta alle auto (nel 2023)

Metro, BikeMi e carsharing per eliminare 110mila auto in dieci anni. "Non è un libro dei sogni", spiega Pisapia. Ma ci assomiglia molto.

"Non è un libro dei sogni", si è affrettato a dire il sindaco Giuliano Pisapia. E l'esperienza insegna che quando qualcuno fa premesse di questo tipo, è perché un po' ha la coda di paglia. Il fatto è che l'obiettivo che il Comune di Milano si è dato con il suo nuovo Piano urbano della mobilità sostenibile è di quelli ambiziosi, fin troppo. Si punta a eliminare dalla circolazione in città 110mila auto (in pratica tutte le seconde auto di famiglia) entro il 2023, puntando su metro, piste ciclabili e car sharing.

In effetti a Milano ci sono 55 automobili per ogni 100 cittadini. A Berlino sono 29, a Londra 31, a Parigi 25. Ma non ci sarà una ragione per cui proprio i milanesi non riescono a rinunciare all'automobile? Difficile pensare che rimanere quotidianamente bloccati nel traffico sia una scelta volontaria; più facile incolpare una città che ha larghe porzioni di strada ancora in pavé, asfaltata in modo che dopo ogni pioggia si riempe di buche e con strade talmente strette che il ciclista avventuroso si trova spesso dietro di sé una colonna di auto insofferenti.

E qui arriva il "libro dei sogni" di Pisapia, che ovviamente tiene in ampio conto la questione biciclette e piste ciclabili: ai 151 chilometri di piste ciclabili che ci sono oggi (o che sono già in lavorazione) se ne aggiungeranno altri 70 (ma bisogna vedere di che tipo di piste ciclabili si tratta, perché quelle rappresentate da una striscia gialla sulla strada non sono il massimo) e continuerà l'espansione del BikeMi con 35 nuove stazioni programmate.

Ovviamente non è solo dalle biciclette che passa l'addio alle auto: si punta molto anche sulle due nuove linee della metropolitana, che porteranno 30 chilometri in più di rete; l'apertura del mercato del car sharing ai privati - che dovrebbe aumentare drasticamente il parco vetture e i punti a disposizione -, nuove isole pedonali e nuove zone con il limite dei 30 chilometri orari.

E poi c'è l'Area C, che con i suoi proventi finanzia parte di questi obiettivi e che deve riuscire a mantenere inalterato la diminuzione di traffico in ingresso in centro. A questo proposito, c'è già chi - come Ciclobby, Genitori Antismog e Legambiente - chiedono che la Ztl venga allargata fino alla circonvallazione esterna. Ma sembra una proposta decisamente eccessiva, soprattutto finché Milano non vedrà realizzato quello che al momento è solo un libro dei sogni e che l'amministrazione spera di trasformare in realtà entro il 2023.

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