Sfratto al teatro San Babila: il direttore D'Avanzo, "Ci hanno cacciato per strada"

Lo sfratto per gli attuali gestori è diventato esecutivo

Si svolgerà la stagione 2013-2014 del Teatro San Babila, presentata a mo' di 'sfida' prima della sentenza della Cassazione sullo sfratto?

In mattinata infatti l'ufficiale giudiziario ha notificato il discusso sfratto esecutivo agli attuali gestori del luogo. La parrocchia di San Babila, amministratrice dello stabile, è intervenuta con largo anticipo rispetto all'udienza che il 24 settembre deciderà sulla richiesta di sospensiva presentata dal direttore Gennaro D'Avanzo.

Che ha commentato:

"Siamo fuori dal teatro per una cosa inusuale e strana, ci hanno cacciato per strada ed è assurdo"

La diatriba tra la parrocchia e D'Avanzo va avanti da anni: di sfratto si parlava già nel 2009, per 'problemi' legati alla programmazione, considerata "scadente", con spettacoli "brutti" (citiamo l'intervista del Corriere a monsignor Alessandro Gandini, arciprete della parrocchia di San Babila).

A gennaio 2013 D'Avanzo aveva fatto sapere:

"Dopo aver vinto in primo grado con una sentenza inappellabile e dopo che Monsignor Gandini aveva dichiarato che non si sarebbe appellato, stamattina il Tribunale di Milano, durante l'udienza d'Appello, stranamente ha dato ragione alla Parrocchia di San Babila con ingiunzione di rilascio immediato. Rendiamo noto che il Teatro San Babila l'anno prossimo non avrà la stagione teatrale. Dopo aver lottato contro questa ingiustizia, il giudizio di questa mattina ci lascia sbigottiti, in quanto è stata sovvertita una sentenza . Da oggi qualsiasi teatro può essere chiuso senza potersi opporre. Userò tutte le armi lecite in mio possesso per arrivare in Cassazione: il Teatro San Babila è parte della storia di Milano e appartiene ai milanesi"

Qualche settimana fa la stagione era stata presentata, come già vi dicevamo all'inizio, ma quella spada di Damocle targata 'sfratto' era sempre presente.

Monsignor Gandini in passato ha fatto sapere di non voler chiudere il teatro, ma di volerlo affidare a qualcun altro per realizzare un teatro-forum.

Proprio una bella mossa lungimirante, in un periodo in cui il teatro e la cultura in generale sono i primi a essere attaccati.

E i primi a soccombere. In principio fu il Derby, poi lo Smeraldo. Ora, dopo le pessime notizie sul Piccolo, questo.

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