Emergenza sfratti: il piano straordinario del Comune

Famiglie in crisi: L'emergenza casa è una questione che il Comune vuole arginare con un piano di interventi immediati


Senza mezzi termini e parole inutili: Sono sempre più frequenti i casi di famiglie che non riescono più a pagare l'affitto, per svariati motivi: un licenziamento, la cassa integrazione. La perdita di un reddito. L'unica cosa da fare rimane una: rivolgersi al Comune per chiedere un aiuto concreto. A Torino si è istituito un’Agenzia della casa, un riferimento per le famiglie in crisi. A Milano si vorreb

La realtà è dura da digerire: tempi burocratici lunghi e poche risorse. Le pratiche che vengono esaminate dalla commissione dell’amministrazione che deve valutare le “assegnazioni in deroga” nei primi tre mesi del 2013 sono state 510, contro le 295 del 2012. Tra queste, 335 sono persone sfrattate da un’abitazione privata, il 45 per cento in più (nello stesso periodo erano stati 230 casi) di un anno fa.

Un'emergenza che il Comune vuole arginare con un piano di interventi immediati. Un primo fronte riguarda il recupero degli alloggi Aler, a fronte si 2,5 milioni di Stato e Comune. In questo momento i cantieri aperti (o che apriranno a breve) negli stabili popolari riguardano la ristrutturazione di circa 800 appartamenti vuoti: si va da via Inganni a Chiesa Rossa, da Niguarda al quartiere Sant’Ambrogio, da Quarto Oggiaro a via Rizzoli. Se ne potrebbero aggiungere altri 450-500, grazie a un’operazione che destinerebbe a questo capitolo altri 9,5 milioni.

In un momento di vacche magre come questo il Comune cerca nuove strade da seguire. Anzitutto “spostare” sulla ristrutturazione degli sfitti alcuni cofinanziamenti statali e regionali che sulla carta sarebbero stati destinati a nuove costruzioni, per i quali ci vorrebbe troppo tempo. Il Comune sta anche disegnando una mappa dei cosiddetti “alloggi sottosoglia”: sono quelli molto piccoli, vuoti perché difficili da assegnare, che il Comune vuole unire tra loro per creare appartamenti adatti alle famiglie in difficoltà. I primi lavori partiranno a Quarto Oggiaro con 100 appartamenti che si trasformeranno in 50 abitazioni “normali”.

Ma ancora non basta: per il Comuen la strada da intraprendere passa anche dal patrimonio di case private sfitte o invendute: bisogna cercare di aprire un dialogo con le proprietà e, per fare in modo che ci sia un incentivo ad affittare, "la Regione dovrebbe creare una sorta di fondo di garanzia per arginare eventuali difficoltà degli inquilini".Una proposta che Palazzo Marino ha portato al tavolo della prefettura e su cui, adesso, si tenterà di lavorare con il Pirellone.

  • shares
  • Mail