Il Comune cede la torre di Via Melchiorre Gioia: troppo alti i costi di bonifica

L'edificio di 25mila metri quadrati deve essere bonificato dall'amianto e ristrutturato. Si cerca uno stabile nella stessa zona per mille dipendenti

Il Comune ha deciso di cedere in permuta lo storico grattacielo che ospita gli uffici dell'edilizia e dell'urbanistica che si trova in Via Melchiorre Gioia. L'edificio, che ha oltre mezzo secolo di vita, da circa 15 anni non non ha beneficiato di alcuna manutenzione. E' il più grande palazzo di proprietà comunale e da tempo è sotto osservazione per la sua situazione di degrado e per la presenza di amianto nei tubi e nelle solette.

Il palazzo verrà ceduto in permuta con uno stabile (forse due) sempre nella zona della Stazione Centrale, da subito fruibile, nei pressi della metro e che possa ospitare almeno circa mille dipendenti.
Il bando sarà presentato entro fine luglio e si tratterà di una valorizzazione a costo zero per le casse del Comune, visti i tanti problemi di bilancio e i limiti del patto di stabilità.
Secondo le stime, occorrerebbero ben 45 milioni di euro per bonificare, ristrutturare e mettere in sicurezza l'intero stabile. Una spesa assolutamente proibitiva per Palazzo Marino. Chi si aggiudicherà il bando, dovrà anche occuparsi dello smaltimento delle tonnellate di amianto presenti nel palazzo.

Quando venne edificato, alla fine degli anni Cinquanta, era un progetto avveniristico, ispirato da criteri di grande funzionalità: gli uffici ai piani alti erano quelli che avrebbero avuto poco contatto con il pubblico, nella parte bassa dell'edificio invece c'erano quelli riservati ai servizi per i cittadini.
Ora è diventato solo fonte di problemi, non ultimi gli esposti dei lavoratori contro la presenza di amianto e le scarse opere di bonifica. Lo scorso inverno più volte si è dovuto intervenire per perdite di acqua, lavori generali e blocco del riscaldamento.

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