Sì del Comune al registro per le dichiarazioni di fine vita

Passa la linea morbida, apprezzata anche dall'ala cattolica della maggioranza in consiglio

Via libera del Consiglio Comunale, con il voto positivo anche dell'area cattolica della maggioranza, con 27 voti favorevoli, 4 no e un astenuto, al registro per le "dichiarazioni di fine vita".
E' stato definito un "biotestamento soft" dal momento che, in base al testo approvato, il Comune di Milano, come già deciso in altre città italiane come Roma, Torino e Firenze, non potrà custodire direttamente le dichiarazioni dei cittadini sui trattamenti sanitari desiderati in caso di perdita di coscienza sulla donazione degli organi, la cremazione e la dispersione delle proprie ceneri.

In mancanza di una legge nazionale infatti, a Palazzo Marino ci sarà solo un registro che attesta il deposito di queste volontà presso un fiduciario terzo: notaio, medico, avvocato o associazione.

Soddisfatto il PD, attraverso le parole dell'assessore alle politiche sociali Pierfrancesco Majorino:

Siamo molto felici e orgogliosi di poter dire che Milano fa un altro passo avanti sul terreno dei diritti civili e sulla libertà della persona. Ora siamo pronti ad accogliere le dichiarazioni dei cittadini e ci rivolgiamo nuovamente al Parlamento, da tempo immobile su questo tema, affinché al più presto si muova per colmare il vuoto nazionale in materia

Divisa l'opposizione in consiglio: su sedici consiglieri hanno votato solo in quattro. La Lega Nord ha lasciato libertà di coscienza, il Pdl e il centrista Manfredi Palmeri non hanno partecipato al voto. Critici Mariolina Moioli, di Milano al Centro, che definisce il provvedimento un "biotestamento truffa" e il consigliere di Fratelli d'Italia Riccardo de Corato:

Coloro che vorranno lasciare le loro volontà per il fine vita faranno esattamente quello che si faceva già prima di questa delibera: tanto rumore per nulla, dunque. Solo che questo rumore è costato ai milanesi qualche centinaio di migliaia di euro.

L'iscrizione al registro avviene nella forma di dichiarazione sostitutiva di attore notorio, può essere richiesta da tutti i residenti del Comune di Milano e il venir meno della residenza non comporta la cancellazione. I cittadini possono comunque, in ogni momento, chiedere la modifica o la totale rimozione della dichiarazione.

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