I parrucchieri cinesi: impazzano le multe e si scatena la diatriba, andarci o non andarci?

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Il barbiere per tutti noi è come un prete laico, raccoglie le nostre confessioni, i nostri sfoghi. Con lui si può parlare di tutto. Sedersi su quella poltrona a un che di ancestrale, significa rimettersi nelle mani di qualcuno di cui ci fidiamo totalmente. Provabilmente è quello che vi trattiene dal provare il taglio + lavaggio a 8 euro. Io non ho resistito alla tentazione e il risultato è stato soddisfacente. Vicino casa mia, in un negozio di 30 mq e 6 ragazze giovanissime che lavorano a ciclo continuo, senza sapere l'italiano. I clienti, soprattutto donne, affluiscono a ritmo sostenuto.

I prezzi stracciati hanno avuto l'effetto di ammazzare la concorrenza italica? Ne avevamo parlato in un precedente post.. Prezzi così stracciati indurrebbero a pensare che si trascurino parametri come sicurezza, tutele lavorative e igiene. Leggo in un articolo su CronacaQui che secondo una stima di Confartigianato almeno la metà dei parrucchieri Cinesi a Milano è fuorilegge.

Un dato sicuro arriva dai controlli effettuati dagli ispettori della direzio­ne provinciale del Lavoro che su 13 esercizi ne hanno pizzicati 6 che non rispetta­vano le norme sul lavoro. Sette la­voratori “in nero” e 5 lavorato­ri non regolari. In tutto sono state comminate 6 maxisan­zioni e 2 provvedimenti di so­spensione. La segnalazione è arrivata dall'Unione Artigiani della provincia di Milano che ipotizzavano irregolarità e concorrenza sleale di alcuni saloni di acconciatura ed este­tica.

Ma qui entrate in gioco voi, la vox populi. Vi è capitato di andare in qualche peluchero cinese? Vi siete portati lo shampoo da casa? Siete rimasti soddisfatti? Ci tornereste?

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