No agli orari liberi per le sale da gioco: Il Consiglio di stato da ragione al Comune

Il sì alla linea del Comune, ovvero limitare l'orario dalle 10 alle 1 del giorno successivo, è arrivato lunedì dalla quinta sezione del Consiglio di Stato con una sentenza che ha ribaltato l'iniziale bocciatura del Tar

Il Comune ha dichiarato guerra alle slot. Una battaglia lunga e impari, ma che comincia a dare i suoi frutti. Ricorderete la nascita della Rete contro le ludopatie, il tavolo di coordinamento aperto a tutti gli enti e le realtà che affrontano le problematiche relative alla dipendenza da gioco.

Ora il Comune segna un altro gol nella partita contro il gioco d'azzardo legalizzato. Il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso contro le aperture no-stop di sale giochi e sale scommesse: "il regime dell’autorizzazione di Polizia e i connessi controlli ai quali sono sottoposte le sale giochi, rispondono alla necessità di tutela della sicurezza, dell’incolumità e della moralità pubblica".

l sì alla linea del Comune, ovvero limitare l'orario dalle 10 alle 1 del giorno successivo, è arrivato lunedì dalla quinta sezione del Consiglio di Stato con una sentenza che ha ribaltato l'iniziale bocciatura del Tar. Una sentenza significativa sul piano politico, un primo passo verso l’auspicato riconoscimento del diritto dei sindaci a operare scelte su un tema delicato e spinoso.

Le sale gioco sono un problema sociale non indifferente. Uomini, padri di famiglia, casalinghe, pensionati e anche minorenni; il problema del gioco d'azzardo è una febbre che contagia tutte le categorie sociali. Milano è tra le città che scommette di più in Italia, ma altrove non va meglio (emblematico il "primato" della spesa pro capite in gioco azzardo a Pavia) tanto da suscitare una forte reazione di numerosi sindaci che, assieme a tanti organismi del territorio, hanno aderito alla rete No slot.

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