D&G e Comune: la polemica si chiude con l'invito del Sindaco a Palazzo Marino

Gli stilisti accettano l'invito del Sindaco: "Caso chiuso"

Dopo dichiarazioni al fulmicotone, tweet roventi tra l'isterismo e l'indignazione, scuse formali e controreplica del Sindaco, arriva l'epilogo della novela che ha tenuto banco in questi giorni d'estate. Dopo l'invito del Sindaco per un colloquio a 6 occhi a Palazzo Marino, ben accolto dagli stilisti, un'intervista a Repubblica smorza definitivamente i toni sferzanti dei giorni scorsi: "Caso chiuso".

Sullo sfogo pubblicato su Twitter "Comune di Milano fate schifo", c'è il mea culpa: "D'accordo, il mio tweet era un po' forte ma non si riferiva né al sindaco né alla città o ai milanesi. Qui abbiamo iniziato, qui lavoriamo, qui viviamo e qui paghiamo le tasse. Più milanesi di così".

Una lunga intervista dove il duo ribadisce il suo fastidio di essere tacciati da evasori "Ci difenderemo con i denti in tribunale per il processo civile in corso (la prima condanna a 18 mesi di carcere e 400 milioni di euro di multa). Per quello penale ricordiamo che siamo stati assolti perchè il fatto non sussiste".

D&G "indignati": serrata terminata ma il Sindaco Pisapia replica indignato a sua volta

Durante il weekend pare che non si sia parlato d'altro. Anche la stampa estera ha raccontato lo strano caso della protesta di D&G che in replica alle dichiarazioni dell'Assessore D'Alfonso, hanno prima insultato la città di Milano "fa schifo" e poi chiuso le loro attività in segnale di protesta. Oggi si riapre, ma polemica non si placa, anzi sotto il solleone si infervora.

Il Sindaco ci ha provato a tenere il profilo basso, ma al terzo giorno di chiusura delle attività di D&G ha sbottato con una dichiarazione dura e decisa: "Dolce e Gabbana se la prendono con la Guardia di Finanza, l'Agenzia delle Entrate, i pubblici ministeri e la stampa. Da ultimo con la città di Milano. Non è che stanno esagerando? Basta gli indignati adesso siamo noi. Dolce e Gabbana dovrebbero chiedere scusa a Milano".

Sia che siate dell'una o dell'altra parrocchia, c'è da riconoscere che il gesto stizzito degli stilisti appare quantomeno un po' esagerato, tanto più che Pisapia in un'intervista a Repubblica ribadisce di essere "garantista a 24 carati".

Intanto l'amministrazione arancione ribadisce il suo impegno per la moda a Milano, "per la moda sta facendo tantissimo"; mercoledì c'è il tavolo con la Camera della Moda che punta a rilanciare le sfilate in programma a settembre. La prima volta, per la giunta arancione; un incontro che promette un impegno importante per il Comune: sostenere il sistema moda e sancire il patto tra Comune e stilisti.

Una riunione operativa per un piano di rilancio della sfilate di settembre: era stata programmata da tempo, eppure si carica di nuove attese e significati con la querelle in corso. Stefano Gabbana ribadisce che non hanno mai chiesto nessuno spazio a Palazzo Marino (ne mai lo chiederanno).

E' facile pensare che mercoledì D&G non ci saranno: polemiche a parte, il loro marchio non fa parte della Camera della Moda. Per la città la partita per settembre è di vitale importanza, in ragione di una concorrenza internazionale sempre più agguerrita. Il Comune ha ovviamente ribadito l'invito alla coppia di stilisti di partecipare all'incontro alla tavola rotonda. Aspettiamo, intanto il Twitter di Stefano Gabbana pubblica cuoricini "❤❤❤".

D&G: "Il Comune fa schifo" e chiude le serrande per protesta

Una provocazione bella e buona quella di Dolce e Gabbana: "Chiuso per indignazione. Closed for indignation", scritto sulla serranda abbassata della boutique di Via della Spiga. Motivo? Un commento acido dell'assessore al Commercio Franco D'Alfonso uscito in un articolo del Corriere, che ha scatenato l'inferno:

Non bisognerebbe concedere spazi simbolo della città a personaggi famosi e marchi vip che hanno rimediato condanne per fatti particolarmente odiosi in questo momento di crisi economica come l’evasione fiscale.

Apriti cielo. Stefano Gabbana scatena la sua furia attraverso Twitter e lo fa senza filtri: "Comune, fate schifo". In giornata D'Alfonso, certo colpevole di ingenuità, cerca di chiarire: "Frase non contenuta in un'intervista, ma estrapolata da una conversazione informale". Giuliano Pisapia tra le forche caudine ci prova a mettere una pezza: "Battuta improvvida, ma offese inaccettabili".

Dicevamo di una battuta improvvida di D'Alfonso, colpevole di aver detto quello che pensava. Il motivo? D&G sono stati recentemente condannati a un anno e 8 mesi di carcere dal Tribunale di Milano in relazione a una presunta evasione fiscale da circa un miliardo di euro. Sono stati invece assolti dall'accusa di dichiarazione infedele dei redditi perché il fatto non sussiste. Gli stilisti sono stati anche condannati al pagamento di una maxi multa di 500mila euro all’Agenzia delle entrate. tutti i dettagli li trovate qui.

Intanto gli animi non si placano e il duo decide di usare l'artiglieria potente: non solo le boutique D&G di via della Spiga e corso Venezia stamattina non hanno aperto, ma a metà mattinata una nota dell'ufficio stampa della griffe rincara la dose: "Tutte le attività nella città di Milano, comprese l'edicola di via della Spiga 2, il Martini Bar, il barbiere e il Gold in via Risorgimento resteranno chiuse". Il Comune suo malgrado dovrà fare un passo indietro. Almeno secondo logica di buonsenso. Vedremo.

  • shares
  • Mail
2 commenti Aggiorna
Ordina: