Malaricordi: Luciano Lutring all'enoteca Ligera di viale Padova, seconda parte

Malaricordi: Luciano Lutring all'enoteca Ligera di viale Padova, seconda parte

Ieri vi abbiamo raccontato del nostro incontro con Luciano Lutring, il bandito gentleman, il solista del mitra, che adesso vive come un tranquillo - mica tanto... - pensionato a Massino Visconti. Ecco la seconda parte della serata Malaricordi organizzata presso l'enoteca Ligera di viale Padova 133. Buona lettura.


La banda? C'erano dei ragazzi che volevano imitarmi... io in quel periodo volevo tagliare la corda, andare in Francia...andare in Francia era come andare in America. Una volta rubavi un motorino, andavi a Melegnano, ed era già finito il circondario. Andare in Francia era come andare sulla Luna...

Malaricordi: Luciano Lutring all\'enoteca Ligera di viale Padova, seconda parte
Malaricordi: Luciano Lutring all'enoteca Ligera di viale Padova, seconda parte
Malaricordi: Luciano Lutring all'enoteca Ligera di viale Padova, seconda parte
Malaricordi: Luciano Lutring all'enoteca Ligera di viale Padova, seconda parte
Malaricordi: Luciano Lutring all'enoteca Ligera di viale Padova, seconda parte

Allora c'erano questi due ragazzi della mia banda, uno, specialista nel rubare le macchine, un bravo ragazzo, rubava le macchine, bravissimo... el me fa "Luciano mia madre non mi fa venire in Francia" ma mica andiamo a lavorare nelle miniere di Marcinelle in Belgio! Andiamo a fare un lavoro serio "La mamma non mi lascia". Speta! Allora prima che parta mi chiede di fargli imparare il mestiere "Luciano, fammi andare alla cassa". Lui guidava la macchina, te fu imparà il mestee, allora metto un altro a guidare la macchina, un altro a fare il palo, quello che faceva accomodare il cliente, che faceva finta di leggere il giornale e mando lui alla cassa. Insomma entriamo, solita sceneggiata, lui corre alla cassa. Passano du minut, tri minut "Luciano...Luciano..." daghel anche il numero di telefono! Sem chi a fare una rapina, mi chiami per nome!?! Insomma mi avvicino "Non mi danno i soldi". Come non ti danno i soldi? Era allo sportello dei versamenti!

Negli ultimi anni mi hanno fatto inaugurare delle banche! Il maresciallo mi fa "Ti vedo sovente andare in banca, gli affari vanno bene" cumandant, un giorno o l'altro devo venire anche da lei, ormai sono fuori servizio... un giorno che hanno ritrovato la salma di Cuccia, a Meina, dovevo andare a casa. Ero andato a prendere le paste in una pasticceria lì a Meina, c'erano tutti. Tutte le autorità, avevano ritrovato la salma e la stavano rimettendo nel suo loculo. Non si può passare qui mi dicono... deve fare il giro della montagna, c'è il Cuccia. Gli ho fatto ai carabinieri "Son venuto a dare omaggio al mio ex datore di lavoro!". Sono entrato al cimitero, ho preso dei fiori...

Fughe particolari? Due dei miei vengono arrestati, nel complesso ho avuto dodici membri della banda, ma mica li potevo cercare su Secondamano "Cercasi bandito"... dovevo riciclare gente, una volta che c'è una banda, io non è che ero la mafia, un'organizzazione, mica era facile. Due dei miei vengono arrestati, io scappo da un'altra parte finisco in un vicolo di cipressi...il cimitero. Porcu diavul, sirene a destra e manca, insomma, sai, vado al cimitero, fino alle cinque del pomeriggio resto lì, e una cosa e l'altra, giro, poi sento quello con la bici che suona la campanella... vedo che c'è un tendone, che stavano facendo dei lavori, e c'era una scala. Morale della favola, quello lì passa e io mi nascondo. Sai, poi la notte è lunga. E sono andato a dormire nel loculo. Mi infilo dentro, e aspetto. Sai fare mattina a stare in piedi. Verso mattina sento titictitactitictitac, metto fuori la testa e vedo una signora tutta in nero, con un mazzo di fiori, tutta a lutto. Andava a trovare un suo congiunto, viene sotto di me e fa per spostarmi la scala! Mi tiro un pò fuori e le dico "Mi lasci la scala che se no non riesco più a scendere!" l'è scapada come una mata! E' corsa dal purtinar "C'è un morto che parla!". Io intanto sono sceso, tutto impolverato, c'era la calcina, mentre loro venivano a vedere il morto resuscitato, ciulavo la giardinetta al purtinar. C'erano ancora i posti di blocco... mi han fatto passare. Sembravo un prestinaio, s'eri imbiancà, ero su una Cinquecento giardinetta

Così mi graziano anche in Italia. Yvonne non poteva venire in Francia, perchè l'avrebbero arrestata, ma in Italia veniva tutte le domeniche a trovarmi... ma mica mi aveva detto che si era risposata! Aveva potuto avere il divorzio d'ufficio. Insomma, vado a casa graziato, e trovo lì un bel pistolon, grande e grosso, mi chiede "Lei chi è?" sono il Lutring. Questo qui l'è diventà bianc! Io prima ho guardato il campanello. C'era su il nome giusto, ho detto "Santa donna, sarà il cugino, per pagare l'affitto". Dopo un pò, arriva lei, vestaglia smeraldo, una roba e l'altra. "Sei scappato?" no m'han dato la grazia. "Eh Luciano...lui è mio marito". S'era risposata senza dirmi niente, temendo che la grazia non me la dessero. Era venuta sempre a trovarmi in carcere.

Il carcere in Francia era molto duro, ma forse migliore dell'Italia. Il Direttore lì poteva dare sei mesi di grazia amministrativa. Se uno stava nel limite, poteva avere uno sconto. A Brescia poi con la famosa legge Gozzini mi han dato 5 giorni di libertà. Avevo ancora 12 anni da scontare. "Se ti presenti", mi disse il mio avvocato, il Cillario "stai facendo una partita di poker, hai ricevuto una grazia di là, penso che ne riceverai una anche qua...se scappi, è finita". E mi sono ripresentato un'ora prima dell'orario. Mi venivano le lacrime agli occhi. Sai, chissà come andava a finire. Pertini, quando era Presidente della Camera mi scriveva. Lui che era prigioniero, ai tempi del confino, io gli rispondevo "Esimio presidente..." e lui mi fa "Ricordati che chi ha la libertà nel cuore non sarà mai prigioniero", si si...
Belle parole! (risate)

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