L'aperitivo milanese visto da un americano



Leggendo la stampa estera capita di imbattersi in articoli che descrivono la nostra città in modo inusuale, con un punto di vista che ribalta la nostra concezione di milanesità. Prendiamo la cultura dell’aperitivo, una moda tutta milanese che ha conquistato l'intero stivale (tanto da essere stata esportata in altre città). E chissà che l'aperitivo venga esportato anche oltreoceano. Lo auspica Matt Gross, giornalista del New York Times, che ha passato una settimana a Milano, e ha scritto un articolo riguardo alla sua esperienza tra i cocktail bar milanesi, descrivendo come l’aperitivo sia molto di più di un semplice drink time, ma uno stile di vita vero e proprio.

L'articolista ha girato i più svariati bar di Milanf ed è rimasto affascinato tanto da posti come il mozzarella bar Obika, che offre un ricco buffet di mozzarelle di bufala fresche e affumicate, e Da Claudio, ristorante-cocktail bar dove ha gustato un buffet di pesce crudo a un abbordabile prezzo di 20 euro, quanto da posti come la Pasticceria Cucchi che offre un buffet più povero ma comunque di qualità, servendo però una scelta più varia di drink e liquori.

L’unica pecca secondo il giornalista è la durata: l’ora dell’aperitivo dura troppo poco. Se per gli italiani l’aperitivo è un pre-cena, per Matt Gross era un vero e proprio pasto completo, ed è rimasto sorpreso dal fatto che noi italiani, usciti da questi cocktail bar, cercassimo un posto dove andare a mangiare. Ah! Italians!

Foto by Gret@Lorenz, Flickr

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