Expo 2015: via al recupero delle cascine

Si parte dalla cascina Moncucco, che diventerà uno studentato Iulm. Poi la Linterno. Ma il piano riguarda tutte e 16 le antiche cascine di Milano.

Considerando che il tema dell'Expo 2015 è l'alimentazione e conseguentemente l'agricoltura, sarebbe stato un po' assurdo che in mezzo ai grattacieli supertecnologici e padiglioni avveniristici nessuno si preoccupasse di recuperare le cascine di Milano. Forse è un po' tardi, visto che manca poco e i lavori da fare sono ancora tantissimi, ma almeno il progetto per recuperare le 16 cascine abbandondate al degrado in vista dell'esposizione universale c'è. Si comincerà con la cascina Moncucco.

Il cantiere è già sul punto di partire: a occuparsi della cosa saranno il Comune e l'università Iulm. Come funziona? Palazzo Marino concederà l'immobile in uso gratuito per 30 anni, in cambio l'ateneo dovrà occuparsi della ristrutturazione con un progetto approvato dalla sovrintendenza ai beni culturali.

10 milioni di euro per i lavori, di cui 5 arriveranno dal ministero, 250mila dalle regione e il resto lo metterà l'università o magari qualche sponsor. L'agricoltura in questo caso però c'entra poco: la cascina diventerà una residenza per studenti che raddoppierà i posti a disposizione degli iscritti alla Iulm.

Un'altra cascina che potrebbe presto riprendere vita è quella trecentesca del Linterno, celebre anche per essere stata la dimostra estiva utilizzata da Francesco Petrarca. Ci sarà un intervento leggero - messo a punto dal Politecnico - in modo che la struttura storica venga preservata. In autunno uscirà la gara per i lavori.

Il piano del Comune è però complessivo: si punta a rimettere a nuovo le 16 cascine comunali da destinare ad agricoltura, mercati bio, studenti, didattica e incubatori di imprese. Monluè, Brusada, Torchiera, Cotica, Carliona e tutte le altre. Alcune completamente abbandonate, altre recuperate da chi le ha occupate e altre ancora sfruttate per eventi in primis dai circoli Arci.

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