Cinema - Gli Sbirri di Raul Bova e la droga di Milano

Raul Bova si cala nei panni di un videoreporter romano d'assalto che dopo la morte del figlio, apparentemente per droga, decide di arrivare a Milano per documentare la realtà dello spaccio nella metropoli lombarda. Un film in bilico tra realtà e finzione, con una parte realizzata in puro stile documentario mettendo in primo piano i luoghi dove circola la droga nella nostra città, dai bar dei Navigli alle circonvallazioni più periferiche.

Sulla scia del format americano Cops, vicino al documentario televisivo Cocaina, il film di Roberto Burchielli non è solo un documentario su Milano, ma un duro richiamo ai genitori degli adolescenti che troppo spesso non vengono capiti proprio da chi sta loro più vicino.

Raul Bova ha passato un mese con le forze dell’ordine, tra malavitosi e retate, immerso nella realtà che viene mostrata dal film. Il poliziotto a capo della squadra si chiama Angelo Langè e a suo modo è un eroe tutto milanese. In una piccola parte anche Francesco Messina, capo della squadra mobile della Questura di Milano.

Un film che, visti i recenti episodi di cronaca, assume un valore di incredibile attualità.

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