AgostoFerrAgosto sul Naviglio Pavese: intervista a Sergio Israel

Il presidente dell'Associazione Nuovo Naviglio Pavese: "Iniziativa per rilanciare una delle zone cardine di quella Milano fatta di storia, cultura e vita"

Vi parlavamo qualche giorno fa delle iniziative della rassegna "AgostoFerrAgosto sul Naviglio Pavese", che si svolgeranno, appunto, sul Naviglio Pavese fino al 24 agosto.

Abbiamo colto l'occasione per fare quattro chiacchiere con Sergio Israel, direttore dello storico locale Scimmie e presidente dell'Associazione Nuovo Naviglio Pavese, per parlare anche della situazione culturale di Milano.ì in generale, ultimamente un po' messa in discussione.

Come nasce l'iniziativa "AgostoFerrAgosto sul Naviglio Pavese"?

L'iniziativa ha due obiettivi collegati tra loro: pedonalizzare il Naviglio e sfruttare questo spazio per l'entertainment. Possiamo ampliare la domanda facendo un discorso più amplio sulla condizione dei Navigli. Mentre il Naviglio Grande continua ad essere isola pedonale e quindi a richiamare molta gente durante le sere d’estate, il Naviglio Pavese sta perdendo appeal perché è un’isola pedonale 'zoppa', dimezzata. Scimmie è stato il primo locale a battersi per risolvere il problema dell'estivo e a capire che, per prosperare, bisogna coinvolgere il territorio circostante. Per questo motivo, nel 1985, sono stati presi degli accordi con l'allora Sindaco Tonioli per pedonalizzare l'area del Naviglio Pavese in una prospettiva turistica di larga veduta, perché il turista (ed il cittadino milanese) non siano attirati a Milano solo dall'eccellenza della moda ma anche dall'offerta di intrattenimento culturale e sociale. Venne, allora, chiusa al traffico solo l'area che va da via Pavia a via Conchetta, per questo parlo di un Naviglio zoppo. Per estendere la concessione ci vollero anni di discussioni con alti e bassi. Questa proposta si scontrò più volte, purtroppo, anche con i bisogni dei negozianti che sostenevano che il commercio viaggia insieme alle macchine. La pedonalizzazione del Naviglio Pavese deve, quindi, essere accompagnata da un potenziamento dei mezzi pubblici e dei parcheggi. Per la prima volta dopo ventisette anni il Naviglio Pavese, l'anno scorso, non venne pedonalizzato diventando inservibile quasi come una cattedrale nel deserto. Questo progressivo declino deve essere arrestato, soprattutto in vista dell'Expo. Per questi motivi, quest'anno nasce l'iniziativa "AgostoFerrAgosto sul Naviglio Pavese": rilanciare una delle zone cardine di quella Milano fatta di storia, cultura e vita.

La città di Milano è recettiva per questo genere di iniziative?

Bella domanda, me la sono posta molte volte. Milano ha un'anima e un DNA altamente recettivi; è la città che, nella storia d'Italia, ha fatto dell'ospitalità la sua prerogativa se parliamo di musica, di arte, di cultura. Ma Milano non è popolata solo da milanesi ma anche da burocrati e la burocrazia si rivela spesso il principale nemico del progresso. Occorre sconfiggerla per recuperare l'anima di Milano. La contrapposizione tra i cittadini che amano l'anima progressista della Milano metropolitana e quelli che, invece, vogliono ridurre la città ad un paesone informe è la grande contraddizione dei nostri giorni. La nostra iniziativa si propone di evitare che la città in cui viviamo abbia come unici valori lavorare di giorno e passare la sera a casa in solitudine.

Qualche tempo fa avevate segnalato che (cito un vostro messaggio pubblicato sul vostro profilo Facebook) "ancora una volta burocrazia e tecnocrati ci hanno messo lo zampino per farci vedere chi comanda veramente a Milano": cos'è successo? Milano è davvero 'aperta' come tanto si dice nei confronti della cultura - in senso lato, includendo quindi anche iniziative per animare i quartieri -?

Certo, la burocrazia ha recitato la sua parte da antagonista anche quest'anno! La burocrazia non è un fattore estemporaneo ma una condizione permanente che ha un potere che si alimenta del 'non fare'. Ecco perché pone paletti e sanzioni in modo vessatorio. Ciò non di meno, la domanda di cultura di Milano è molto alta. E, con cultura, intendiamo anche socializzazione, novità, vita. La cultura deve essere presente di giorno e di notte. Non si ferma alle ore 21. Così, almeno per questo agosto, siamo riusciti a convincere il Comune di Milano dell'importanza dell'aggregazione che può essere possibile solo attraverso la chiusura del passaggio alle macchine (per adesso concessa, purtroppo, solo durante alcune sere d'estate). Il nostro obbiettivo, però, è conquistare la pedonalizzazione di tutto il Naviglio Pavese tutto l'anno per arrivare all'Expo, nel 2015, effervescenti e brillanti. Non possiamo accettare che la priorità del Naviglio sia 'viabilistica' perché, su questo territorio la precedenza ce l'anno sicuramente le vie d’acqua e i reperti storico monumentali che offre. La viabilità delle macchine deve essere perciò spostata altrove, esattamente come è stato fatto per il centro di Milano e per luoghi come Corso Como e il Naviglio Grande.

I residenti dei Navigli spesso sono sul piede di guerra per quanto riguarda la 'movida', voi cosa ne pensate? Sono state prese misure particolari?

Ci sono residenti sul piano di guerra, ma sono una piccola minoranza. La maggioranza degli abitanti del quartiere non solo è felice di accogliere queste iniziative, ma ne sente il bisogno. Parlo anche dei bambini e degli anziani. Credo sia riduttivo usare il termine 'movida', che nell'immaginario collettivo rappresenta i ragazzi che frequentano i locali notturni. Più che di 'movida', quindi, parliamo di una nuova risposta alla domanda di aggregazione, socialità e cultura dei milanesi e parliamo di rilancio turistico ed economico. "AgostoFerrAgosto sul Naviglio Pavese" è tutto questo, rappresenta la possibilità di uno sviluppo a 360° che deve essere assecondato e incrementato.

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