Recensione: Bar Brera, sempre più generalista

bar brera

In seguito alla recensione del Bar Magenta, mi sposto in un altro locale fulcro dei sempreverdi aperitivi meneghini: il bar Brera, al 21 dell'omonima via. Si tratta di un locale generalista dove si può trovare chiunque, dagli studenti della adiacente Accademia, agli uomini d'affari, ai teen radical chic.

È fin troppo scontato ricordare le prestigiose frequentazioni di defunti artisti e scrittori che negli anni passati vivacizzavano la zona ed ora inconsapevolmente si trovano ad essere testimonial di locali come il Giamaica ed il Brera stesso. I proprietari sovente tirano in ballo personaggi del calibro di Bianciardi o Manzoni (Piero), Hemingway o Buzzati per conferire valore al proprio locale che così vive di luce riflessa dalle stelle del passato.

Il quartiere negli ultimi anni ha perso parte della sua identità e con il trasferimento dell'Accademia all'ex caserma di via Mascheroni, la perderà del tutto. Inoltre, oggi, essere bohémien non è più un atteggiamento anticonformista e i veri artisti stanno alla larga da questi luoghi per non essere assaliti dallo stratosferico cafonal imperante.

Nonostante si potrebbe pensare che al Bar Brera costi tutto un occhio della testa (in rapporto ad altri locali meneghini), sedendosi, ci si accorge che si era vittime di preconcetti. L'aperitivo è ottimo, spesso si segnala la presenza di lasagne e verdure grigliate, e con una consumazione si possono fare quanti giri si vogliono, senza i fastidiosi limiti del Magenta. Si può tranquillamente pasteggiare con i 6 euro di una birra media. Inoltre, durante la giornata, i costi sono ancora più contenuti (l'intento è quello di accalappiare gli studenti, generalmente privi di grosse disponibilità economiche). I panini vengono 3,50 € seduti al tavolo in pausa pranzo ed il caffè, 80 centesimi, sempre comodamente seduti. Questo fino alle 18.30, poi si entra in zona aperitivi e tutto (anche la birra piccola) si assesta a 6 €.

Ma queste zone di Brera sono anche terreno fertile per i famigerati venditori di rose, che qua sono più battaglieri che mai, e armati dei loro mazzi vi assaliranno ai tavoli come Lanzichenecchi, specie se avete deciso di stare nei dehors.
Se invece fate le ore piccole (nei giorni non di punta) vedrete apparire, come fantasmi, i veri habitué di Brera, residenti in zona, personaggi distinguibili per il loro charme scalcagnato. E a serranda abbassata loro sono ancora lì, a discutere dei bei tempi che furono e delle sorti nefaste del quartiere.

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