Recensioni: la Gesa Vegia di Donato in Bovisa, bruschetteria e birreria storica a Milano


Mangiare e bere a meno di venti euro a Milano? Si può, anche nella nostra città. Iniziamo a conoscere trattorie, pizzerie e ristoranti dove senza svuotare il portafoglio si può gustare un buon pranzo o passare una buona serata. Risparmiare non vuole infatti dire rinunciare alla qualità e al servizio ma apprezzarne il valore, specie quando si pagano meno che in altri locali. Partenza dal quartiere Bovisa con la “Trattoria Chiesa Vecchia”, via G.B. Varè 9, 20158 Milano, 02 39310515.

Papà Donato, citato nell’insegna, inaugura la “Gesa Vegia” nel 1971; i suoi figli Savino e Luigi che trovate dietro al bancone la gestiscono dal 1985. Da classica trattoria-bocciofila il locale cambia e diventa in breve grazie a loro una birreria con una precisa identità e una bruschetteria forse unica a Milano. L'intervista prosegue dopo il salto.

Come siete riusciti a distinguervi tra le prime birrerie milanesi?
Abbiamo fatto una selezione: quattro birre alla spina, dalla De Koninck Tripel alla Gerardus Dubbel, che non si trovano dappertutto. Birre particolari che magari all’inizio hanno fatto storcere un po’ il naso ma che poi i clienti stessi hanno riconosciuto come migliori delle più pubblicizzate Ceres o Leffe.

Alla Chiesa Vecchia
Il bancone
Il juke box
La sala dall'ingresso
La sala dal fondo

A pranzo siete sempre pieni, come mai?
Sì, è vero, dalle 12:00 alle 14:30 lavoriamo forte. Molti posti in giro fanno come noi primo, secondo e contorno a 7€, ma i nostri centotrenta coperti bastano appena perché la cura nella scelta delle materie prime paga e la gente torna.

E la sera?
Abbiamo un menù alla carta: specialità dell’Alto Adige, Abruzzo e un po’ da tutta Italia. E anche le nostre bruschette, magari alternate ad assaggi di pasta fresca fatta da noi. Mangiando grandi piatti e bene, certo, si arriva a spendere 25-30€. Però, per dire, tre panini, con formaggi e affettati di qualità, e una birra media non qualunque costano solo 13€.

Parliamo adesso più in specifico della vostra specialità.
Siamo conosciuti come bruschetteria e per “il giro delle bruschette della Chiesa Vecchia”. Iniziamo dalla classica olio, aglio e pomodoro per poi proseguire con quelle alla pizza, allo speck, alla pancetta, alle verdure, al pesce, alle salse e così via. Fino a quando non ci dicono basta.

Due fratelli che si alternano alla gestione, talmente affiatati da sembrare una persona sola…
Ci assomigliamo, sì – ride Savino –. Sarà stato l’anno scorso, un nostro cliente storico ha cambiato giorno ed è venuto nel fine settimana, quando ci siamo tutti e due. Ci ha visto e si è messo le mani nei capelli: “No! Ma cosa… Ma siete in due! E io che ho sempre pensato…”.

Quasi quarant’anni d’attività, come resistete in un quartiere fuori mano come la Bovisa?
Questo locale ha una conduzione antica, semplice. Eppure insieme ad amici oramai che vengono qui da dieci, venti anni vediamo sempre gente nuova. Abbiamo uno splendido rapporto con la nostra clientela. E a chi ci chiede l’Happy Hour rispondiamo: “Prenda una bruschetta e una birra!”.

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