Un piano per bagni pubblici e infopoint, in vista di Expo 2015

Aumentano i turisti a Milano e la città si muove per un'accoglienza degna di una capitale europea.

Milano si conferma meta turistica importante, scelta da un numero crescente di persone: in controtendenza con il dato nazionale sono infatti aumentati i pernottamenti nelle strutture alberghiere. Un dato significativo riguarda la crescita del turismo delle famiglie con bambini e questo rappresenta una novità nei flussi di arrivi in città. I nuclei familiari rappresentano ora il 45% del turismo a Milano.
Le critiche principali che i turisti rivolgono alla città sono due: la carenza di uffici turistici diffusi sul territorio e la mancanza di bagni pubblici.

L'occasione per colmare questo gap con le grandi capitali europee si trova in un emendamento del decreto del "fare". In sostanza, Milano può dedicare fino all'80 per cento del gettito della tassa di soggiorno a interventi per prepararsi a Expo 2015. Si tratta di ben 80 milioni di euro nei prossimi due anni e mezzo.

L'idea ha già dei punti fermi: basta con i bagni chimici (quelli di plastica, stile cantiere) e con quelli fissi di metallo (che funzionano a monete. Il modello è quello di Parigi o Pechino, ma la volontà dell'amministrazione è quella anche di sfruttare i tanti locali di proprietà comunale in giro per la città, abbandonati in buona parte, per trasformarli in bagni pubblici nei luoghi maggiormente frequentati(come le Colonne di San Lorenzo, i Navigli, ma anche parchi e giardini).

Ma i soldi della tassa di soggiorno serviranno anche per colmare un'altro vuoto: gli infopoint. Oltre a quello in via Beltrami (già in cantiere) , altri quattro saranno agli ingressi di Milano: Linate, Malpensa, Stazione Centrale e Stazione Garibaldi. Quindi, l'ufficio centrale del turismo negli spazi dell'ex Banca Ponti di via Silvio Pellico, sotto i portici della Galleria. All'interno una gamma di servizi: dalle informazioni al merchandising, dai biglietti per gli eventi in città all'agenzia di viaggio.

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