Milano nazifascista: la presentazione del libro Bande Nere alla Fnac

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E' quella che si dice una strana coppia: Daniela Santanchè e Filippo Penati insieme presenteranno "Bande Nere. Come vivono, chi sono, chi protegge i nuovi nazifascisti" di Paolo Berizzi, edito da Bompiani.

Mercoledì alle 18, presso la Fnac di via Torino. Un’inchiesta sui giovani fascisti che circolano nelle nostre strade, Milano compresa. Torna alla mente il raduno delle destre xenofobe al Hotel Cavalieri di 20 giorni fa. Ma la cronaca di questi giorni è piena di piccoli episodi alquanto preoccupanti.

Il 5 aprile scorso un gruppo di giovani fascisti armato di cric ha aggredito la clientela del Toilet Club, noto locale dove si organizzano iniziative gay e lesbiche. Al grido di “froci”, gli squadristi hanno colpito alcune persone davanti al locale e il suo gestore, Luca Chiappa. Pochi giorni addietro un mio amico è stato aggredito ad un semaforo da giovani dalla testa rasata che lo hanno avvicinato e insultato deliberatamente per fare rissa: "Ero al semaforo e sono stato oggetto di insulti e sputi di giovani ragazzi dall'aspetto di destra che mi minacciavano, senza nessun motivo. Mi sono chiesto chi sarà stata la vittima successiva, se avrà raccolto le provocazioni e con quali conseguenze", mi racconta con aria basita. Una situazione che richiama alla mente le atmosfere torbide di Arancia Meccanica. Ma davvero Milano deve avere paura?

Dalla sinossi di "Bande Nere":

Almeno centocinquantamila giovani italiani sotto i 30 anni vivono nel culto del fascismo o del neofascismo. E non tutti, ma molti, nel mito di Hitler. Un’area geografica che attraversa tutta la penisola: dal Trentino Alto Adige alla Calabria, dalla Lombardia al Lazio, da Milano a Roma passando per Verona e Vicenza, culle della destra estrema o, come amano definirla i militanti, radicale. Cinque partiti ufficiali (Forza Nuova, Fiamma tricolore, la Destra, Azione Sociale, Fronte sociale nazionale) — sei, se si considera anche il robusto retaggio di An ormai sciolta nel Pdl. Circa duecento tra associazioni, circoli e centri sociali sparsi nel paese; 63 sigle di gruppi ultrà (su 85) dichiaratamente di destra, e cioè il 75 per cento delle tifoserie che, dietro “il culto” della passione calcistica, compiono aggressioni e altre azioni violente premeditate. Sono solo alcuni dei numeri di questa inchiesta. Sufficienti, comunque, a testimoniare che l’onda nera sta entrando potentemente nella nostra società, facendo proseliti tra i giovanissimi e con rapporti quantomeno ambigui con la destra istituzionale.

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