Due ex Cuem della Statale di Milano arrestati per aver massacrato un coetaneo

Il fatto risale al 14 febbraio. Alla base del pestaggio, discussioni politiche e l'imbrattamento di un loro manifesto.

Della ex Cuem della Statale di Milano e dei ragazzi che la occupavano si fece un gran parlare nel maggio di quest'anno, quando la polizia caricò gli studenti scatenando grandi polemiche. Una volta passato il clamore iniziale, si è fatto sempre più chiaro come gli ex Cuem non fossero innocenti attivisti di sinistra che cercavano di ridare vita a uno spazio abbandonato, e come al loro interno ci fossero frange violente che, semplicemente, non avevano nessuna intenzione nemmeno di ascoltare le proposte alternative che venivano loro fatte.

Oggi a chiarire ancor più il quadro arriva la notizia dell'arresto di due attivisti dell'ex Cuem (e anche No Tav). Si tratta di L. M., 30 anni, detto "Lollo", e S. D., detto "Simone", 26 anni, studenti universitari iscritti alla facoltà di Scienze Politiche. Il motivo dell'arresto risale al 14 febbraio, quindi ben prima degli scontri in Università, quando assieme a un'altra ventina di ragazzi massacrarono di botte uno studente.

La discussione, ovviamente, nasceva da ragioni politiche. Che hanno portato al litigio e quindi al pestaggio, che ha reso necessario un intervento chirurgico ricostruttivo maxillofacciale. I due sono stati arrestati stamane, quando si è saputo che L.M. è anche imputato in un processo a carico di alcuni esponenti No Tav ed era già stato arrestato nel 2012 sempre per gli scontri in Val di Susa.

Ma qual è la ragione che ha portato al pestaggio? A quanto pare i due, il 14 febbraio, hanno visto uno studente 28enne imbrattare con un pennarello un manifesto in cui si chiedeva la liberazione di alcune persone in carcere per motivi più o meno direttamente legati alla loro militanza comunista. E non si è trattato di un pestaggio "da poco", visto che il ragazzo è stato addirittura trovato in una pozza di sangue (o almeno questa è la versione dei carabinieri).

La vittima, che all'inizio aveva evitato di sporgere denuncia, due settimane dopo l'avvenuto ha notato un avvallamento sulla fronte, per il quale si è recato al pronto soccorso dove il medico di turno ha denunciato la vicenda ai carabinieri. Le indagini hanno portato agli arresti: i due adesso si trovano a San Vittore.

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