Statale di Milano: cos'è successo veramente e la "operazione sicurezza"

Confermato il pestaggio, ma alla base non ci furono motivi politici. Il rettore Vago pensa ai tornelli all'ingresso.

L'arresto dei due ex Cuem della Statale di Milano, accusati di aver pestato a sangue un ragazzo per aver imbrattato un loro manifesto, sta riaprendo il dibattito sicurezza in Università. Ma cos'è successo veramente nel febbraio scorso? Ieri i due fermati, Lorenzo Minani (30 anni) e Simone Di Renzo (26) hanno provato a dare la loro versione dei fatti davanti al gip. E non è una versione che cambia drasticamente quanto finora si sapeva.

Il punto fondamentale è che alla base del pestaggio non ci fosse una motivazione politica (e non si tratta di una cosa da poco, visto che la loro pratica è seguita dal nucleo antiterrorismo) e come più che di un pestaggio si sia trattato di una rissa in cui "uno si è fatto male". Ma la versione di questo "uno", Federico, coincide solo in parte.

Secondo il ragazzo, infatti, è vero che dietro l'aggressione non ci fosse alcuna ragione politica, ma è vero anche che, appunto, di aggressione e non di rissa si sia trattato. La sua versione dei fatti l'ha raccontata a Repubblica: "Non ho alcuna appartenenza politica e non sono certo di destra, stavo disegnando su quel manifesto come spesso mi capita, ma senza contenuti politici. Ho veramente rischiato di morire. Quei ragazzi avevano una sorta di frenesia, sembravano animali affamati. Alcuni si accanivano e continuavano a pestarmi".

E però il ragazzo non aveva sporto denuncia (resta però da capire come abbia fatto a ignorare per due settimane le conseguenze dei colpi al cranio che l'hanno portato ad avere oggi 8 placche in testa) e conferma come gli dispiaccia che "quei due siano finiti in carcere".

Resta il fatto che in Statale la situazione è abbastanza tesa: per settimana prossima è previsto un presidio in Aula Magna da parte degli ex Cuem che genera qualche timore nel rettore Luca Vago, che non esclude un nuovo intervento della polizia per sgomberare l'auletta Cuesp e che pensa anche a nuove forme di sicurezza interna. In particolare, si parla di inserire tornelli per filtrare gli ingressi: soluzione che però è parecchio difficile da applicare se si vuole che l'Università resti un luogo aperto. Non lo sarebbe più se potessero entrare solo persone in possesso del tesserino.

Ancora presto per capire se questa cosa davvero si farà, mentre è molto vicina l'apertura serale della biblioteca centrale, da tempo richiesta. A partire da ottobre la biblioteca più importante di Festa del Perdono e quella del settore didattico di via Celoria resteranno aperte fino alle 23.

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