Unioni Civili a Milano: il bilancio del primo anno

704 coppie registrate. Per due terzi eterosessuali. Non c'è stato il boom, ma il Comune è soddisfatto.

Le unioni civili a Milano non sono partite con il botto. Forse anche perché il registro è a meta strada tra il simbolico e pratico (garantisce diritti equiparati alle coppie sposate solo per le materie di competenza comunale), fatto sta le coppie che finora si sono registrate sono 704.

1.408 persone, quindi. Nella quasi totalità dei casi italiani e per due terzi eterosessuali. Una percentuale che potrebbe sorprendere, visto che una delle ragioni che hanno spinto il Comune a dare vita alle Unioni Civili era proprio la possibilità per le coppie gay di conquistare diritti fondamentali come quello di entrare nella graduatoria - per fare solo un esempio - delle case popolari.

L'età è estremamente varia, mentre le due fasce che più hanno sfruttato il registro sono quella dei 25/35 anni e quella dei 60/70 anni. Come mai? Nel primo caso si tratta probabilmente di una scelta che anticipa di qualche tempo il matrimonio, nel secondo caso è facile pensare che siano coppie che hanno deciso di non sposarsi ma che trovano nelle Unioni Civili una buona soluzione.

I numeri non sono quelli che ci si poteva attendere, nonostante questo l'assessore al Welfare, Pierfrancesco Majorino è soddisfatto: "Siamo impressionati positivamente, siamo con decisione la città con il registro più ampio. Ed è un cammino, non è stato solo una botta di consensi iniziale e poi niente, ma continua: è diventata un’abitudine. Ora andremo avanti sul terreno dei diritti".

Un'altra iniziativa è per esempio la Casa dei Diritti, un luogo in cui fare attività di prevenzione e contrasto alla discriminazione di identità di genere e orientamento sessuale. Ma che combatterà anche il razzismo con la collaborazione dell'Unar e uno spazio dedicato ai diritti dei bambini.

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