Writers a Milano: il Comune boccia il "cleaning day" e lancia la sua alternativa

Aumentare le superfici a disposizione degli street artist, fare campagne di sensibilizzazione e magari un festival. Per creare una città che "sia un museo a cielo aperto" e disincentivare il vandalismo.

Il Comune di Milano è da tempo in guerra con i vandali e lo stesso sindaco Pisapia si è impegnato in prima persona a cancellare le tag dai muri. E però l'assessore che di queste cose è titolare, e cioè Chiara Bisconti, mostra un netto cambio di direzione rispetto ai tempi in cui si spendevano milioni di euro per gli interventi di ripulitura: "Soldi buttati via".

E dal momento che il 29 settembre a Milano si terrà il cleaning day sono parole che fanno abbastanza rumore: "Siamo del tutto favorevoli alla street art e lavoriamo perché tanti muri di Milano diventino luogo di espressione artistica. Milano sia una galleria d'arte a cielo aperto".

La speranza dell'assessore è che aumentando le superfici in cui i writers possono sfogare il loro talento, diminuiscano quelli che si limitano a segnare il territorio con le firme sui muri. Il problema però è che da una parte non tutti quelli che fanno le tag sono anche in grado di fare lavori apprezzabili, dall'altra è che molti di quelli che fanno "murate" bellissime, non hanno nessuna intenzione di smettere di tappezzare la città di tag.

Come se ne esce? L'idea di due consiglieri Pd - Emanuele Lazzarini e Paola Boccia - è di creare un festival cittadino di arte sui muri che coinvolga tutta la città. E che vada di pari passo con una campagna di sensibilizzazione contro il vandalismo al quale il Comune ha dichiarato guerra. Insomma, invece di ripulire i muri per vederli taggati di nuovo il giorno dopo, meglio aprire alla street art, creare festival, fare comunicazione sociale e poi (sperare di) raccogliere i frutti.

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