La Lilla è un cannibale, casse Atm in bilico

In continuo aumenti i costi di gestione dell'Atm soprattutto a causa delle nuove linee della metropolitana

Per costruire le nuove linee metropolitane milanesi occorrono ingenti finanziamenti. In prospettiva, l'aumento del prezzo del biglietto dei mezzi pubblici sarà necessario e purtroppo inevitabile.

L'assessore alla mobilità Pierfrancesco Maran ha dichiarato che la nuova linea 5 della metropolitana, che già pesa sulle casse comunali per 39 milioni di euro, quando verrà ultimata costerà circa 100 milioni di euro all'anno. Il costo verrà ripagato solo tra ben 26 anni, vale a dire nel 2040.
La Lilla, che verrà completata dopo l'Expo, ha un costo complessivo di un miliardo e mezzo di euro. Il prolungamento a Monza della M1 costerà 105 milioni (se mai si farà!), mentre la nuovissima Linea 4, da San Cristoforo a Linate, che verrà ultimata forse nel 2020, raggiungerà la cifra di un miliardo e 700 milioni, almeno sulla carta.

Palazzo Marino deve mettere il denaro che non arriva più da parte dello Stato e, sempre secondo l'assessore Maran, così in futuro non potrà reggere. Nel 2010, il contratto di servizio con Atm per gestire il trasporto pubblico, costava circa 600 milioni all'anno. Con l'importo derivante dalle tariffe e con i 300 milioni che arrivavano da Roma, il bilancio si chiudeva in pareggio.
Oggi, invece, il solo contratto costa 700 milioni e lo Stato eroga solamente 285 milioni di euro. Quindi, o il governo mette mano alla questione o saranno i milanesi a metter mano di nuovo al portafoglio. Forse da settembre del prossimo anno il biglietto singolo aumenterà di 20 centesimi, passando da 1,50 a 1,70 euro, sebbene il sindaco Pisapia voglia evitare un nuovo esborso per gli utilizzatori dei mezzi pubblici.

Sulla base della documentazione e secondo l'assessore al bilancio Francesca Balzani, il prossimo incremento del biglietto rimane quasi scontato.

Alla luce di tutto questo, il possibile matrimonio tra Atm e Trenord diventa sempre più probabile: Atm significa 9300 dipendenti e 2 milioni e 300mila viaggiatori al giorno, Trenord conta su 4200 dipendenti e 670mila passeggeri giornalieri. Questa fusione societaria potrebbe portare diversi vantaggi: grazie ad alcuni accorpamenti i costi diminuirebbero, facendo risparmiare parecchi soldi. Ovviamente, anche la Regione Lombardia sarà della partita.

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