Atm e Trenord verso la fusione?

Un colosso dei trasporti che sappia allargarsi anche alle altre regioni. Entro fine ottobre si saprà se l'operazione può andare in porto.

Pare che sia il sogno di Roberto Maroni e Giuliano Pisapia. E magari sulla carta potrebbe anche funzionare. Resta il fatto che noi comuni mortali al pensiero della fusione di Atm e Trenord - che hanno iniziato ieri i lavori per verificare la fattibilità dell'operazione - abbiamo i brividi. Un'azienda, l'Atm, con i conti in rosso e l'altra che è l'incubo di ogni pendolare. Messe assieme, non è così difficile immaginare una società con i conti in rosso e i mezzi in ritardo.

Al di là dei cattivi presagi, e chissà che per una volta non ci sia una buona sorpresa, l'obiettivo della fusione sarebbe quello di fare fronte ai tagli statali che già ci sono stati e che molto probabilmente continueranno ad arrivare. C'è un mese di tempo e entro fine ottobre si saprà se la strada giusta è quella della fusione o se ci si limiterà a lavorare per una maggiore integrazione tra le due compagnie.

Roberto Maroni spinge sull'acceleratore e vede solo aspetti positivi: "La fusione tra le due società porterebbe alla nascita di un player leader in Europa, utile ai cittadini e utile alle finanze pubbliche. Un'operazione win-win". Ma siccome ai sogni non si possono mettere limiti, il governatore della Lombardia si spinge più in là, e ripropone anche per la mobilità la questione della macroregione: "La nostra ambizione è di riuscire a farlo non solo in Lombardia, ma coinvolgendo tutti coloro che possono essere interessati". Si pensa soprattutto al Piemonte e alla Liguria, partendo da ovest quindi.

Fin qui la politica, a cui piace pensare in grande e sognare un colosso da 1,6 miliardi di fatturato e 13.500 occupati. Già, i lavoratori. Solitamente le fusioni portano con sé licenziamenti, ma al momento la difficoltà risulterebbe essere soprattutto l'unificazione di contratti gestiti da società lontane: Trenord divisa a metà tra Ferrovie Nord (controllata al 57% dalla regione) e Trenitalia e Atm, che invece ha come azionista unico il Comune. Il rischio che siano gli impacci burocratici a far passare dai sogni alla dura realtà è abbastanza alto.

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