Strade pericolose: buche a Milano, anche al Giro d'Italia

Eugenio Galli sul Corriere: niente piste ciclabili

Il Giro d'Italia del Centenario di domenica, corso sul circuito di Milano, non è stato un bello spot per la nostra amministrazione locale. Avrete forse sentito dei corridori che si sono "autolimitati", rallentando per protestare contro l'organizzazione non impeccabile - auto parcheggiate, buche, binari ovunque. Se ne è parlato, e se ne parla parecchio


Gilberto Simoni, che ribadisce i pericoli del circuito disegnato in città: "Non si può accettare tutto passivamente. In 14 hanno rotto le ruote nei primi giri. Qui siamo al Giro d’Italia, non alla Roubaix, dove sai quello che ti aspetta e ti attrezzi di conseguenza montando, per esempio, tubolari resistenti. Eravamo tutti d’accordo, c’è mancato poco per fermarsi del tutto"

E questo malgrado il ciclismo sia ormai considerato dalle masse appassionante quanto un tomo di linguistica: motivo per cui avrebbe anche potuto finire come il classico albero che cade nella foresta senza che nessuno lo senta. Fa lo stesso rumore? Di rumore sembra proprio che ne abbia fatto parecchio, visto che il Corriere oggi dedica una pagina alle strade pericolose di Milano.

Piene di buche, binari abbandonati - che verranno rimossi, come scrivevamo pochi giorni fa - lastricate di pavè, non proprio a misura di ciclista, sia di ciclista della domenica, che di ciclista da competizione. Così il Corriere mette il trasversale Eugenio Galli - aveva preso anche il posto di Paolo Galimberti su Repubblica per la rubrica I Diari della Bicicletta - a compiere un itinerario di otto km tra piazza Piola e piazza Piemonte. I risultati? Impietosi. Noi in passato vi avevamo invitato a segnalarci le strade pericolose, rinnoviamo l'invito.

Eugenio Galli sul Corriere: niente piste ciclabili
Eugenio Galli sul Corriere: niente piste ciclabili

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