Decreto Valore Cultura: il ministro Bray conferma l'impegno per La Scala

Il Ministro si è reso disponibile per costituire un tavolo tecnico

Il Ministro dei Beni, le Attività culturali e il Turismo, Massimo Bray, ha partecipato ad un incontro presso il Comune di Milano. Presenti Giuliano Pisapia e il vicepresidente della Fondazione La Scala, Bruno Ermolli.

Il ministro ha confermato al presidente della Fondazione

l'impegno a individuare un intervento legislativo che permetta di riconoscere ai teatri con particolari caratteristiche, come la Scala, la possibilità di garantire, nel quadro di una governance pubblica, un’adeguata presenza dei privati che possono offrire un significativo contributo economico e culturale

Bray ha anche dato la sua disponibilità a costituire un tavolo tecnico.

Pisapia, "Chiedo un'audizione alla Commissione Cultura della Camera"

Entro l'8 ottobre il Decreto Valore Cultura del ministro dei Beni culturali e del Turismo Massimo Bray, approvato già in Senato, dovrà passare alla Camera.

Tra le misure previste dal decreto ci sono anche 75 milioni di euro per risanare i debiti delle Fondazioni liriche-sinfoniche gestiti da un commissario straordinario, e nel nuovo criterio di assegnazione del Fus il 25% spettante alle fondazioni lirico-sinfoniche premierà quelle in grado di assicurare qualità artistica e festival. Il Senato ha anche assegnato 1,3 milioni a 103 fondazioni culturali, ma...si sono dimenticati di Milano, pare.

Ecco che allora, mentre da una parte si esulta per una presunta rivoluzione nel campo della musica dal vivo, e mentre altri parlano di 'regalo a Renzi' per i fondi elargiti alla città di Firenze, e si polemizza per quelli destinati alla Fondazione Craxi, il sindaco di Milano Giuliano Pisapia tuona:


"Ho sperato sino all'ultimo che il Senato modificasse il provvedimento che, se non sarà cambiato dalla Camera, provocherà una situazione di grave difficoltà per il futuro non solo della Scala, ma anche del Piccolo Teatro. Per questo condivido pienamente l'allarme dei sindacati. Forse il Governo si è dimenticato che Milano nei prossimi due anni ospiterà appuntamenti fondamentali per l’intero paese come Expo 2015 e il semestre di Presidenza europea. Quel che è più grave è che le criticità del provvedimento erano state segnalate, ma non vi è stato alcun riscontro. Per questo chiederò subito un'audizione alla Commissione Cultura della Camera per evitare un grave danno a istituzioni che sono un'eccellenza di Milano e di tutto il Paese"

Iniziamo a pensare a Expo intanto, che non sarà certo una passeggiata.

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