Il Cicloreportage: in bici da Lambrate a Porta Romana, 24 minuti di passione



Recentemente sono stato a Zurigo. Lì la bicicletta è un mezzo usatissimo da donne bambini e adulti. Ammetto di provare invidia per gli svizzeri, se non altro per il loro pragmatismo. La bici è una manna dal cielo, loro lo sanno. Tengono il Suv in garage e per gli spostamenti quotidiani usano la due ruote. I milanesi invece? La risposta la conosciamo, anche se noto la presenza di un numero maggiore di bici per le strade. O forse se ne parla di più.

Così voglio perorare anch'io la causa bici, anzi è da un po' che la sostengo. Lungi dall'emulare gli eroi del Giro d'Italia che a Milano quasi si fermavano per protesta. Noi, urban biker, non ci fermiamo di fronte a niente: pavè, binari morti e traffico impazzito. Ho rottamato la macchina, possiedo una moto e se proprio mi serve la 4 ruote uso il car sharing. Un cittadino modello, mi dovrebbero premiare. Così dopo l'illustre predecessore di Repubblica decido anch'io di fare un cicloreportage. Da casa al lavoro in bici.

Non succede spesso. Devo essere particolarmente motivato ed ispirato. Stamattina mi sono svegliato con il piede giusto, ho inforcato la bicicletta e via, Partenza piazza Udine, destinazione Porta Romana. Dopo la colazione al bar decido di evitare il canonico percorso Loreto, Buenos Aires, Porta Venezia. Off limits, troppe macchine in coda che mi costringerebbero ad una ginkana senza fine.

Ripiego verso via Rombon, Rimembranze, Bassini e Politecnico. Il traffico si smorza, Milano torna a misura di bici. Il Politecnico con il parco antistante con qualche studente sdraiato sull'erba mi rincuora, qualcuno può prendersi la vita con calma. Proseguo per via Pascoli e Bixio. Qui c'è il punto sicuramente più pericoloso, l'attraversamento dei binari del tram. Ma si tratta di un momento e giro in Castel Morone. Da ora la strada è tutta dritta. Incrocio le trafficate Indipendenza e XXII marzo, ancora dritto per Cadore (a sinistra costeggio il parco Marinai d'Italia), Tiraboschi fino ad incrociare Corso Lodi che taglio per proseguire verso via Piacenza, Giulio Romano. Sono quasi arrivato, il tempo di girare a destra in via Ripamonti et voilà.

Ventiquattro (24) minuti per 8 chilometri circa. Sulla via Michelin ho calcolato il percorso consigliato in bici, più o meno lo stesso che ho percorso io. Lo da in 30 minuti. Sei minuti in meno, posso essere fiero.

E voi? Raccontateci il vostro percorso quotidiano, scatenatevi.

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