Vincolo al Vigorelli, pronto il ricorso del Comune

Il progetto di ristrutturazione avrebbe come punto cardine la sostituzione della pista ciclistica in legno di 400 metri con una struttura mobile di 250 metri. Ma la Sovrintendenza ha posto un vincolo sull'anello del 1935

Pronti allo scontro sulla pista del Vigorelli: il Comune di Milano valuta il ricorso contro il vincolo monumentale introdotto dalla Sovrintendenza. La storica pista del velodromo, datata 1935, non può essere rimossa.
Era questo lo scenario peggiore prospettato da Palazzo Marino: il progetto di ristrutturazione prevede proprio la sostituzione della pista su cui hanno gareggiato Masper e Coppi, Merckx e Moser con una struttura mobile e smontabile. Ma per i Beni Culturali questo è un sacrilegio. Il timore principale è che il vincolo imposto possa intralciare, se non bloccare del tutto, la rigenerazione dell'impianto.

Una forma di salvaguardia della pista era stata chiesta, già l'estate scorsa, dal comitato "Rivogliamo il Vigorelli" e il Ministero della Cultura ha deciso per il vincolo. Ora riprenderà il confronto tra il Comune e la Soprintendenza, e non si esclude si possa arrivare al ricorso.

Sulla pista del velodromo il ciclismo non si vede dal 2001, oggi l'impianto è usato solo per rugby e football americano (qui giocano i Seamen e i Rhinos, due squadre di A1 e recentemente si sono giocati gli Europei). L'elemento principale del restyling del vecchio Vigorelli è l'idea di renderlo polifunzionale, per poter finalmente riaprire un palazzetto dello sport nella nostra città. Cosa che manca ormai da troppo tempo.

I cantieri sarebbero costati 18 milioni di euro, costi legati agli oneri dell'operazione immobiliare di CityLife e si sarebbe dovuto inaugurare nel 2016. Tutto torna in discussione.

Si spera che si possa arrivare quantomeno un compromesso, altrimenti lasceremo abbandonata una struttura degli anni '30 finché non crollerà da sola.

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