Milano corre verso l'Expo 2015

Si corre verso Expo 2015, metà dei padiglioni pronti per la fine dell'anno. Si attende ancora l'adesione degli Stati Uniti e dell'Inghilterra.

Mancano 574 giorni all'Expo 2015 e a dicembre scatterà la fase due dello sviluppo dell'evento: verranno consegnati gli spazi per i padiglioni ai, finora, 134 paesi che hanno aderito alla manifestazione. Lo ha annunciato il commissario unico di Expo, Giuseppe Sala, in occasione dell'International Participants Meeting che, al Lingotto di Torino con la collaborazione del BIE, ha riunito i delegati delle nazioni che hanno già confermato la loro partecipazione a Expo.

Dal palco della manifestazione di Torino ha parlato Giuseppe Sala:

L'Expo è una corsa, ma siamo tranquilli sulla sua riuscita. Entro fine anno saranno pronti 30 lotti, il 50% del totale. Per febbraio 2014 si conta di raggiungere quota 75% e, per aprile tutto sarà assegnato. Mentre a novembre prossimo, toccherà all'area di "Palazzo Italia".

Fissata la scaletta dei lavori: preparazione entro giugno 2014, urbanizzazione entro novembre 2014, con aree e edifici completi entro febbraio 2015.
L'investimento complessivo è di circa un miliardo di euro, mentre il padiglione più grande sarà quello della Germania, che spenderà almeno 40 milioni di euro. Soddisfatto dello sviluppo dei lavori il sindaco Giuliano Pisapia che parla di salto di qualità per la città e di superamento delle difficoltà. Ora è tutto in discesa.

Milano vi stupirà per l'accoglienza allegra e l'efficienza dei trasporti. Ci saranno 5 linee del metrò, tra cui la M4 che porterà da Linate al centro città. Protagonista anche la cultura con le grandi mostre dedicate a Leonardo, Michelangelo e Giotto.

Dopo l'annuncio che sarà la Disney a disegnare e produrre la mascotte ufficiale, si attende che gli Usa e l'Inghilterra si uniscano ai 134 paesi che già hanno aderito a Expo. Si attende una risposta entro due o tre settimane.
In vista dell'Expo, sono attesi tra i sei e gli otto milioni di visitatori stranieri, cifra che arriva a 20 milioni se si considerano anche gli italiani, con ricadute economiche stimate, secondo uno studio dell'Università Bocconi di Milano, in 10 miliardi nel medio periodo. Numeri niente male, nella speranza che tutto vada per il meglio e secondo le aspettative.

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