La Stecca degli Artigiani è rinata

Ieri la festa della Stecca 3.0. L'occasione per fare un bilancio, molto positivo, del primo anno di attività.

La zona Isola, da popolare che era, si sta rapidamente trasformando in uno dei quartieri più alla moda della città, e la Stecca degli Artigiani che di quell'anima era un po' il simbolo è stata demolita sull'altare delle nuove costruzioni. Per fortuna ha saputo rinascere a due passi dalla sua sede storica, in via De Castillia al 26, dove il Comune ha concesso 700 metri quadrati oggi adibiti a laboratori. Ieri si è tenuta la festa della "Stecca 3.0", occasione anche per fare un po' il bilancio di questo primo anni di attività.

E a quanto pare le cose vanno per il verso giusto, come racconta il vicepresidente Paolo Artoni a Repubblica: "Forse prima c'era più fascino, ma le attività concrete erano ormai pochissime, oggi invece questo polo sociale è vivo, ci sono diverse attività, dalla ciclofficina al laboratorio di falegnameria". 200 famiglie frequentano regolarmente la Stecca e le altre realtà ospitate a rotazione: il corso di italiano per stranieri, i corsi di tango e l'associazione di agricoltura biologica. Il fulcro sono però le associazioni presenti in pianta stabile: Architetti senza frontiere, Associazione Italiana per l’Agricoltura Biologica, la ciclofficina +bc, Bricheco, l'associazione culturale Cantieri Isola, GAS Isola Critica e altri.

Per cui, sì, la Stecca è rinata in uno spazio completamente diverso - che nel futuro prossimo affaccerà sui giardini di Porta Nuova - e che forse potrebbe non essere apprezzato dai puristi. Ma la cosa più importante è che un patrimonio non sia andato perduto: oltre alle officine fisse, ci sono state 50 realtà, tra cooperative, gruppi di abitanti o di studenti, ma anche aziende, che hanno tenuto un evento o condiviso gli spazi per un periodo più lungo, sempre all'insegna del co-housing, dell'autocostruzione e automanutenzione.

Il pezzo forte per ora è sicuramente la ciclofficina: 400 soci e 2mila bici riparate in un anno, è diventata anche un punto di riferimento sociale. Insomma, all'ombra dei grattacieli e del bosco verticale, e anche se lo spazio non è più una casa di ringhiera, per l'anima storica dell'Isola c'è ancora posto.

Foto | Iwan Baan

  • shares
  • Mail