Il comune di Sedriano sciolto per mafia

L'accusa al sindaco è di aver piegato le sue funzioni agli interessi di due imprenditori legati alla ‘ndrangheta.

Il consiglio dei ministri di ieri sera ha decretato lo scioglimento di due comuni per mafia. Fin qui niente di eccezionale, visto che sono parecchi i comuni che ogni anno subiscono questa sorta a causa delle infiltrazione della criminalità organizzata. La vera notizia è che oltre al comune di Cirò (Crotone), viene sciolto anche il comune di Sedriano, in provincia di Milano. Il comunicato parla di provvedimento reso necessario "al fine di consentire le operazioni di risanamento delle istituzioni locali, nelle quali sono state riscontrate forme di condizionamento della vita amministrativa da parte della criminalità organizzata".

Il sindaco di Sedriano, Alfredo Celeste (Pdl), era stato arrestato l'anno scorso (e al momento si trova ancora sotto inchiesta) in seguito alla stessa inchiesta che aveva portato all'arresto per voto di scambio dell'assessore regionale Domenico Zambetti (Lega Nord). Dopo lo scioglimento, arriverà un commissario inviato dalla prefettura per guidare l'amministrazione fino alle prossime elezioni, che a questo si dovrebbero tenere nella primavera 2014..

Spiega il Corriere della Sera:

Secondo la Procura, il sindaco avrebbe piegato le sue funzioni agli interessi di due imprenditori legati alla ‘ndrangheta, ovvero Eugenio Costantino (legato al clan Di Grillo-Mancuso), titolare di Compro Oro e Silvio Marco Scalambra, chirurgo e titolare di cooperative. Costantino e Scalambra sono, rispettivamente, padre e marito di due consigliere di maggioranza a Sedriano, Teresa Costantino e Silvia Fagnani.

Celeste, dopo tre mesi di domiciliari, era tornato a guidare il comune, proclamandosi sempre innocente e rifiutando di dimettersi. Entro la fine di ottobre il gup del Tribunale deciderà se rinviare a giudizio il sindaco oppure archiviare la sua posizione.

È la prima volta in Lombardia che un comune viene sciolto per mafia, perché nel caso di Desio e Buccinasco le giunte avevano rassegnato le dimissioni in anticipo proprio per evitare che una misura del genere venisse presa. Nel caso di Desio, l'amministrazione comunale, guidata da Giampiero Mariani del Pdl, era caduta nel 2010 in seguito al coinvolgimento di alcuni esponenti politici nell'inchiesta sulle infiltrazioni della 'ndrangheta nel Nord Italia. Tra gli indagati ci sono Nicola Mazzacuva, presidente del Consiglio comunale, Natale Marrone, consigliere, Rosario Perri, ex assessore provinciale: sono tutti membri del Pdl.

Altro comune commissariato in Lombardia è stato quello di Buccinasco. Anche in questo caso non si è arrivato allo scioglimento da parte del governo centrale, ma di una caduta provocata dalle dimissioni dei consiglieri comunali nel marzo 2011. All' origine di questa crisi, gli arresti del sindaco Loris Cereda (accusato di corruzione e falso in atto pubblico), dell' assessore ai lavori pubblici Marco Cattaneo, del consigliere comunale Antonio Trimboli e di Umberto Pastori. Quest'ultimo, secondo l'accusa è l' imprenditore che avrebbe intascato una mazzetta da 10 mila euro, divisa a metà col sindaco, per l' approvazione di una convenzione tra il Comune e la Sodibelco Srl per trasformare un' area verde in un parcheggio di un centro commerciale. Il pm ha chesto una condanna a quattro anni e quattro mesi di carcere. La sentenza è attesa a ottobre.

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