Irpef a Milano: alzata la soglia di esenzione, i redditi fino a 21mila euro sono salvi

513mila i milanesi esentati dall'addizionale, il 53% dei contribuenti.

La giunta Pisapia aveva preparato una bella stangata sull'Irpef, arrivando a lasciare l'esenzione solo per i redditi fino a 15mila euro. Ragion per cui sarà una bella notizia per molti che, in extremis, si è riuscita a innalzare la soglia di esenzione fino ai 21mila euro di reddito annuo, con un'aliquota unica dello 0,8%. Così facendo saranno 513mila i milanesi che non verseranno una lira di Irpef, il 53% dei contribuenti.

L'operazione, ovviamente, ha un costo, calcolato in 19 milioni di euro. Altri 7 milioni sono stati stanziati in un fondo di equità che si occuperà di sostenere economicamente i meno abbienti, trovare misure di sostegno al lavoro e poter applicare nuovi sconti sugli abbonamenti Atm per anziani e giovani. L'emendamento verrà votato da tutte le anime della coalizione di sinistra, che dopo un periodo all'insegna delle liti sono riusciti a trovare un compromesso accettabile.

Non ci sarà più, però, la modulazione progressiva dell'Irpef in fasce dallo 0,67 allo 0,8%. Al suo posto un'unica aliquota fissata al massimo, appunto, dello 0,8%. Mossa che permette al Comune di risparmiare 13 milioni di euro, a cui si aggiungeranno i 13 che dovrebbero arrivare dall'innalzamento solo contabile dell'aliquota Imu (ma che lo stato accetti di pagare per una mossa fatta solo dopo aver saputo che l'Imu non ci sarà più è tutto da vedere).

Dalle parti della giunta e dei partiti che la sostengono la soddisfazione sembra essere unanime: "Sarebbe stata più utile un'esenzione più alta, ma abbiamo trovato una soluzione che mettesse tutti d'accordo. È il massimo che si poteva fare". Riccardo De Corato, ex vicesindaco-sceriffo oggi in Fratelli d'Italia, fa sapere che ha chiesto il parere ai revisori di conti.

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