Chiude Spazio Forma, il tempio milanese della fotografia

Troppo costosi gli affitti dell'area di proprietà Atm, ristrutturata dalla fondazione nel 2005. Il Comune reagisce alzando le spalle.

Spazio Forma dice addio alla sua sede in piazza Tito Lucrezio Caro e non si capisce bene che fine farà. Non si tratta della chiusura di una piccola realtà, di quelle che riescono a sopravvivere in tempi di vacche grasse, donazioni e finanziamenti statali per poi sparire alle prime difficoltà; ma di una realtà con alle spalle nomi importanti come Contrasto e il Corriere della Sera. E che non allestiva mostre di sconosciuti emergenti, ma dei maestri assoluti della fotografia mondiale: da Henri Cartier-Bresson a Josef Koudelka, da Robert Capa a Gordon Parks, da Robert Mapplethorpe a un italiano di primissimo livello come Mario Giacomelli.

Nomi fondamentali nel mondo della fotografia. Che adesso non avranno più un luogo dedicato unicamente a loro e, a Milano, dovranno accontentarsi delle rare occasioni in cui uno spazio espositivo decide di dedicare un po' di tempo alla fotografia. Spazio Forma infatti chiude, come annunciato giovedì scorso da Roberto Koch presidente di Contrasto e di Forma. L'affitto dell'area di proprietà Atm è troppo costoso (area adiacente al deposito dei tram, sul quale si poteva anche buttare un occhio da un angolo della sala espositiva), il Comune non ha mai accettato di dare i locali in comodato come richiesto dalla fondazione, e così, tanti saluti.

Da quel che si capisce Spazio Forma continuerà ad avere una sede in via Piranesi, dove saranno ospitati gli uffici e gli archivi. Ma quel che più interessa, egoisticamente, a noi semplici fruitori delle mostre è lo spazio espositivo. Bene, non ce ne sarà nessuno. Si continuerà a organizzare eventi, ma itineranti, per Milano e per l'Italia. Tanto che delle prossime mostre già in programma non ce n'è nessuna in città.

Mezzo milione di spettatori dal 2005 a oggi, una realtà che - almeno è quanto oggi tutti si affrettano a dire - era riconosciuta a livello internazionale, un'area abbandonata che aveva ritrovato vita ed era stata attentamente ristrutturataole di Roberto Koch in conferenza stampa: "Sappiamo bene che le casse del Comune non sono in condizione di poter spendere, ma quello che abbiamo sempre chiesto era essenzialmente un riconoscimento pubblico della importanza del progetto e una diversa modalità di utilizzazione del palazzo (in comodato e non in affitto come è sempre stato) di proprietà dell’Atm e quindi del Comune, su cui abbiamo realizzato una grande rivalutazione patrimoniale, dandogli una nuova vita e un nuovo senso. Si continua a dichiarare che la cultura deve essere al centro dei programmi politici, ma nei fatti si continua a disattendere i progetti più significativi".

La risposta del Comune, di fatto, è un'alzata di spalle: "Le scelte di un soggetto privato, che ha peraltro sempre rivendicato orgogliosamente la propria autonomia progettuale e gestionale, non possono in alcun modo essere imputate a supposti mancati interventi da parte del Comune o di altri enti pubblici milanesi". Non si può più fare nulla? C'è tempo fino al 14 gennaio, quando Spazio Forma davvero chiuderà i battenti. Nel paese in cui i finanziamenti a pioggia (sempre meno, questo è vero) hanno spesso salvato realtà di cui nessuno avrebbe sentito la mancanza, l'unica interamente dedicata a un'arte, quella fotografica, che ormai si è imposta all'attenzione di tutti si deve arrendere per un disaccordo tra comodato e affitto.

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