L'Hangar Bicocca inaugura il nuovo corso con Island, una mostra di Dieter Roth

Installazioni, sculture di zucchero e cioccolato, assemblaggi, stampe e video offrono la visione artistica dell'artista tedesco

Il nuovo corso del neo direttore artistico (anzi Artistic Advisor) Vincent Todoli all'Hangar Biccoca inaugura oggi (h. 19) con la mostra Islands, prima antologica italiana dedicata a Dieter Roth, uno dei più importanti autori del ‘900, realizzata con la collaborazione del figlio Björn.

Per la prima volta in Italia oltre 50 opere di Dieter Roth (Hannover, 1930 – Basilea, 1998), figura di riferimento della scena internazionale degli ultimi cinquant’anni, ricercatore insaziabile in ogni campo della creatività e del sapere (era grafico, poeta, esperto di musica e designer) esplorando tutte le tecniche e le tipologie d’arte unendo in opere totali pittura, scultura, editoria, fotografia, video e suono.

La visione artistica di Roth, che comprende l’esperienza e la manualità in elaborazioni performative, è integrata mirabilmente nei 4.500 metri quadrati di spazio espositivo della mostra, trasformandosi in un laboratorio, una bottega artigiana dove la “dinastia Roth” continua a tramandare i modi di produrre un’arte in divenire.

Un Bar di oltre 60 metri quadrati aperto al pubblico e realmente funzionante, che comprende oltre al bancone anche alcuni video, disegni, dipinti, strumenti musicali e le bottiglie utilizzate nel corso del suo funzionamento, accoglierà i visitatori coinvolgendoli in quel flusso ininterrotto tra produzione artistica e quotidianità che è la cifra di tutto il lavoro di Roth e dei suoi collaboratori.

Una continuità che è presente in tutti i lavori in mostra, come The Floor I (1973-1992) e The Floor II (1977-1998) due opere costituite dai pavimenti degli studi islandesi dell’artista qui decontestualizzati e trasformati in immagini astratte, installati a fianco di una vera e propria cucina (New York Kitchen, 2013), utilizzata dallo staff di Roth anche per la realizzazione di alcune delle opere esposte.

Affascinato dai meccanismi di trasformazione, Roth ha utilizzato nei suoi lavori la più ampia varietà di materiali e oggetti come utensili, elementi d’arredo, monitor e cibo in un processo di continua mutabilità del lavoro. Le sue opere realizzate con cioccolato e zucchero di cui in mostra saranno presenti le due torri alte più di 5 metri Zuckerturm (Sugar Tower), 1994-2013, e Selbstturm (Self Tower), 1994-2013 composte da piccole sculture-autoritratto e zoomorfe, gli sono valse la definizione di bizzarro “Willy Wonka” (da Christian Viveros-Fauné su The Village Voice).

La mostra è a ingresso gratuito visitabile fino al 2 febbraio dalle 11 alle 23.

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